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Editoriali

La guerra di Piero

Piero si è fermato dopo 28 anni di battaglie, molte vittorie e qualche dolorosa sconfitta. Tante ipotesi sulle sue silenziose e improvvise dimissioni, senza dare una ragionevole spiegazione, se non un messaggio d'addio di inossidabile amore per l'Inter, quindi possiamo solo ipotizzare.

Editoriale Flavio Verzola
Credits: ilnerazzurro

Indimenticabile brano di Fabrizio De André, scritto nel 1966, rappresenta un manifesto antimilitarista che denuncia la crudeltà, l’assurdità e la follia della guerra, più che mai attuale anche dopo 60 anni!

“Fermati Piero, fermati adesso
Lascia che il vento ti passi un po’ addosso
Dei morti in battaglia ti porti la voce
Chi diede la vita ebbe in cambio una croce”

Piero si è fermato dopo 28 anni di battaglie, molte vittorie e qualche dolorosa sconfitta. Tante ipotesi sulle sue silenziose e improvvise dimissioni, senza dare una ragionevole spiegazione, se non un messaggio d’addio di inossidabile amore per l’Inter, quindi possiamo solo ipotizzare. Sono amareggiato, un pizzico preoccupato, sicuramente malinconico.

Piero non era solo il direttore sportivo, era imprescindibile dalle dinamiche nerazzurre, e dopo una vita divisa tra scrivania, campi e aerei in giro per il mondo, non sarebbe potuto essere diversamente. L’ennesimo esempio di come il calcio sia cambiato, il mondo sia irrimediabilmente diverso, e chi ha vissuto gli ultimi decenni con passione e dedizione assoluta, si trovi perso, spaesato, messo inesorabilmente da parte.

Piero è uno di noi, interista dentro, con l’unico imperativo categorico di veder vincere questi colori. Poco importa se l’investimento non era coerente con le logiche dell’autofinanziamento, se serviva per vincere. La logica, o meglio l’illogica morattiana, poco, o meglio per niente, si sposa con la politica di questi avventurieri opportunisti d’oltre oceano, l’Inter per loro è solo un altro investimento da far fruttare, nulla più.

Basti pensare che la loro annata perfetta è stato l’annus horribilis per noi, un trionfo finanziario, con un tracollo sportivo. Da uomo intelligente e di enorme esperienza, hai dovuto fare di necessità virtù, barcamenandoti tra il volere e il potere, e troppo spesso i paletti imposti erano insuperabili!

Hanno mandato Piero in prima linea, a combattere con la fionda, mentre dall’altra parte avevano le armi più moderne e letali. In anni di crisi, ti sei rimboccato le maniche e per amore per l’Inter, hai fatto le classiche nozze con i fichi secchi. Ora con il bilancio in ordine, come tutti noi, hai fatto fatica a capire le continue restrizioni economiche al mercato, che per tradizione e obiettivi, avrebbe meritato ben altri sforzi!

Intendiamoci, quello che ha fatto e sta facendo l’Inter in questi anni è un vero e proprio miracolo sportivo, mentre a loro interessa una squadra competitiva, che sia un volano per entrate ed investimenti, a noi questo interessa zero o quasi, come ogni tifoso si vuole solo vincere a qualsiasi costo!

Mi direte, ma che pretendi? Hai anche stravinto, hai il double sul petto, sei il solito inter triste lamentoso e incontentabile. Vero, abbiamo vinto, ma sempre a denti stretti, sempre sul filo del rasoio, sempre grazie ad un puzzle di elementi perfetti, mentre altri navigavano a vista, noi siamo figli di un’attenta e oculata programmazione. Piero, in questo è stato fondamentale!

Ma Piero è interista, magari in qualche stanza avrà persino alzato la voce, forse anche minacciato, chiedere mille per avere dieci, quando altri hanno budget immensi. Marotta non è interista, non lo sarà mai, lui va oltre il tifo, è un dirigente illuminato, scaltro, assolutamente capace ed esperto, perfetto per le logiche aziendali attuali, altro che mal di pancia morattiani, aziendalista attento e fantastico equilibrista tra il volere e il potere.

Credo che a Piero questa condizione sine qua non, cominciasse ad essere insopportabile, come dover camminare con delle scarpe strette, ed ora ti chiedono pure di correre. Negli anni ha fatto colpi straordinari e anche qualche sola straordinaria, a volte per colpa sua, ultimamente forse meno! Gli hanno chiesto di cavare sangue dalle rape, ecco gli acquisti francesi dello scorso anno, ecco le trattative senza fine, che sprofondano in un nulla di fatto, ecco i tesoretti promessi e mai spesi, ecco le critiche feroci dei tifosi, che si sentono, per blasone e tradizione bauscia, in dovere di andare a Montecarlo con lo yacht, mentre devono andare a Porto Garibaldi con una barchetta a remi!

Da troppi anni aspettiamo il colpo alla Ronaldo, con l’amara consapevolezza che quei tempi non torneranno mai più. Forse ti è mancata troppo questa libertà di manovra, in questi anni ostaggio dei Fondi. Ti sono sempre mancate le armi affilate per sferrare il colpo decisivo, questa politica sparagnina, il dover sempre e comunque fare dei miracoli, incastrando entrate e uscite, come una attenta donna di casa che deve quadrare i conti.

Sperando poi che le scelte siano perfette, altrimenti sono dolori. Se a Londra possono permettersi di spendere follie per scommesse azzardate, noi se sbagliamo l’acquisto dobbiamo ciucciarcelo per anni, magari con un ingaggio importante, infiniti prestiti, per doverlo poi regalare, persino con un sospiro di sollievo per aver risparmiato sull’ingaggio.

Nel corso degli anni, la fitta rete di amicizie, troppo spesso false, nel pericoloso mondo dei procuratori, se potrebbe sembrare un vantaggio, a volte invece è proprio il contrario. Troppa fiducia mal riposta in faccendieri, con sorrisi ipocriti e viscide strette di mano, che si rivendono e ti accoltellano per qualche spicciolo in più, forse è questa l’unica cosa di cui posso imputarti.

Credere che gli altri siano corretti come lo sei sempre stato tu, caro Piero ti saluto, e ti ringrazio per il tuo prezioso contributo, capisco bene il tuo voler strappare il bottone troppo stretto del colletto della camicia che ti hanno imposto, sta stretto sempre di più anche a molti di noi, che hanno vissuto un calcio troppo diverso.

Buona vita di nuovi successi, magari non a discapito dell’Inter, ma forse sarebbe chiederti troppo. Si gira pagina con il tuo delfino, che ha già ampiamente dimostrato di saper nuotare bene, sicuramente più aziendalista e moderno, speriamo altrettanto efficace e creativo!

Marcia Avanti

© Riproduzione riservata

Flavio Verzola

Flavio Verzola

Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.

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