Il monaco di Monza
Editoriale post Inter-Monza a cura di Flavio Verzola.
Ci sono tre qualità che ogni individuo deve avere per raggiungere il successo: la pazienza di un monaco, il coraggio di un guerriero, l’immaginazione di un bambino.
(Sharad Vivek Sagar)
Nel mio gioco delle parole era troppo invitante ricordare la disperata Marianna de Leyva, la vera monaca di Monza, ripresa poi dal Manzoni, nella sua perversa drammaticità. Da monaca a Monaco il passaggio è immediato, stavolta nessun riferimento al memorabile monologo di Mou su Lo Monaco, ma alla pazienza che Chivu ha dimostrato di avere nel rispondere alle solite, maligne e tendenziose domande sul mercato nerazzurro!
Evidentemente per quanto monacale, la pazienza sta arrivando al livello di guardia, invece di domandare sulla prima di campionato, ancora una volta abbiamo assistito al solito stillicidio di stupidaggini su Lauti al Barcellona, magari a far compagnia al Basto, visto che tutti lo volevano lontano dall’Inter e dall’Italia. Un ennesimo tentativo per destabilizzare l’ambiente, il quadro è chiaro, dalle sparate ormai monotone di Tuttosport, fino alle dichiarazioni deliranti del direttore di Sportitalia, e mi chiedo come sia possibile che sia non solo un giornalista ma addirittura un direttore. Ecco che si aggiungono le invenzioni strampalate del signor Teotino, fino al prode Sabatini e compagnia cantante.
Abbiamo capito per l’ennesima volta quanto lo strapotere nerazzurro dia un enorme fastidio, dopo il Double in un altro anno di dominio, il replay sarebbe insopportabile, ergo aspettiamoci attacchi vergognosi da ogni parte, tipo complotti arbitrali e indagini di procuratori tifosi, ovviamente basate sul nulla cosmico. Da una parte noi, silenziosi, scaramantici ma assolutamente speranzosi e convinti di giocarcela contro tutto e tutti fino all’ultima giornata, dall’altra il resto del mondo.
Chi critica la campagna acquisti e il braccino corto della proprietà, chi critica i tre leoni, dando del bollito a Stones, del mediocre a Jones e dello scarso a Spence, chi invece eleva elogi sperticati con l’unico scopo di scaricare veleno al minimo intoppo. Insomma partiamo nella griglia di partenza in pole position, per lo scudetto strameritato, che portiamo orgogliosamente sul petto, per tradizione, per abitudine ai vertici, e per aver fatto un mercato oculato, preciso, essenziale, ma di straordinaria praticità.
Aver invertito, almeno in parte, l’emorragia verso la Premier, dopo il tradimento di Palestra, ottimo esordio, addirittura non convocato alla prima del Chelsea, prendendo tre ottimi giocatori, attirati dal progetto, dalla tradizione, dal fascino sempre crescente di questa meravigliosa maglia, è un successo per tutto il calcio nazionale, anche se gli altri rosiconi non lo ammetteranno mai!
Quindi lo sport nazionale e il leitmotiv del campionato è trovare, incensare e sperare in un anti Inter credibile e vincente! Chissà dov’erano tutti sti balordi sostenitori del cambio ai vertici per un campionato più interessante, quando la gobba bagascia inanellava anni di scudetti leciti e illeciti? Ma allora forse andava bene così, sarà il blu delle strisce che gli dà così fastidio.
Andiamo al Meazza per la prima di campionato, con già una bella dose di ansia e di nervosismo, cominciamo bene! Alle polemiche del sempre crescente rumore dei nemici, l’incubo della temperatura africana sugli spalti, nella partita alle 18.30, giusto per sudare un pochino che fa sempre bene. La partenza per tempo, per scongiurare problemi di traffico e di rientro, e la spada di Damocle per l’inizio dei lavori per il nuovo stadio, con spostamenti vari nella logistica e nelle entrate! Ovviamente alla prima rimane il dubbio atroce se l’abbonamento sia stato caricato sulla TDT, cosa che si verifica giusto al tornello!
Invece tutto nella norma, viaggio con il solito entusiasmo e nuovi amici dell’Inter Club Sempre Presenti, belli carichi e rumorosi come giusto che sia per chi va allo stadio! Qualche sorso di birra ghiacciata, e la pelata in fiamme se si sta troppo al sole, ma tutto sommato la temperatura è accettabile, giusto il solito disagio nella fila per entrare!
Caffè al bar del secondo rosso come da tradizione, dopo una fila modello Uffizi senza prenotazione, ricordiamo il meraviglioso impianto del Bayern a Monaco (ritorna il “Monaco”) con una serie perfetta e comoda di servizi all’entrata, giusto la partita ci è andata per traverso! Siamo tutti d’accordo che rifare l’impianto nella stessa zona cittadina, per di più insieme con i ratti, per traffico e servizi è una follia, del resto la nostra opinione di tifosi, conta sempre meno di sottozero!
Poche facce conosciute nel settore, ahimè sempre meno abbonati storici e sempre più tifosotti occasionali che con lo stadio c’entrano poco o nulla… se non avessi 60 anni la pigrizia e la presunzione di vedere la partita comodo e seduto, me ne ritornerei in curva con Luca, ma ormai è passata quella fase!
C’è trepidazione, la maglia nuova è bellissima, i ragazzi sono splendidi, e abbiamo la curiosità di vederli all’opera, dopo una serie di amichevoli che nulla hanno a che fare con il calcio che conta. Lauti non dovrebbe giocare, ma giusto per il suo compleanno, chi glielo dice al capitano di partire dalla panca? Caschetto all’occorrenza avrebbe certo le palle per farlo, ma capisce il momento, capisce le voci catalane, si rende conto del mercato bastardo, e sulle conseguenze della panchina, ergo scelta un pizzico azzardata ma corretta, Lauti in campo con Pio!
Per il resto formazione tipo, praticamente una soluzione di continuità con quella vincente e sicura dallo scorso anno, giusto lo scoppiettante Ciuf Ciuf a destra per il neo blancos Denzel. E il ragazzo fa bene, anzi di più, appena dopo sei minuti passa a Chala, con i capelli nuovi ma con il destro ancora vecchio, fa partire una rasoiata che non lascia scampo al portiere!
Apriti cielo, Bisteccone è oltre l’ultimo difensore del Monza, ma assolutamente non influenza la visione del portiere, né tantomeno il tiro, per il regolamento il gol è regolarissimo, ma gli infami si attaccano anche all’inattacabile! Uno a zero, ma forse troppo presto, l’Inter dimostra il vero problema che avremo quest’anno, troppo belli, troppo forti, troppo superiori, si specchia e si deconcentra!
Mentre la banda di Juric picchia che è un piacere, con la giacchetta nera ora gialla colpevolmente connivente, noi ci innervosiamo e subiamo l’aggressione, corrono da pazzi e ci creano qualche fastidio. Varela trova un corpo a corpo con Aka, si gira benissimo e trafigge Pepo per il pareggio inaspettato dei brianzoli! Il chiodo di Cristo, della famosa corona ferrea di Teodolinda, trafigge una difesa poco concentrata, mentre Pepo, ogni volta che giochicchia con i piedi con i difensori, mi fa arrizzare i capelli che non ho.
Anche il Basto mi sembra ancora imballato come Aka, mentre Bisteccone è più tonico! Fine tempo con Lauti che litiga giustamente con il mediocre e fastidioso Marinelli della sezione di Tivoli, più sono scarsi e più vogliono fare i protagonisti, e lui è particolarmente scarso. Il Lauti è infuriato anche per aver preso un giallo che sa di ripicca, parlotta anche mentre esce, ci guardiamo in faccia, meglio che lo toglie perché il Toro si fa cacciar fuori!
Chi subisce e sopporta in maniera eroica è Pio, gioca costantemente con la scimmia sulle spalle, è un modo di dire prima che qualcuno mi accusi di razzismo, ma la maglia parla da sola, ne ha cambiate tre per strappi! Lotta come un leone, usa il corpo come un centravanti vecchia guardia, se Chivu ha la pazienza del Monaco lui di sicuro incarna il coraggio del guerriero!
Nelle chiacchiere tra un tempo e l’altro, azzardo una previsione del mio orologio digitale prima di addormentarmi la sera prima… erano le 22.41 quindi ho bausciato… “tranquilli ragazzi finisce 4-1!” Sì lo so sono un caso clinico, ormai inguaribile!
Si entra con il vecchio piglio, loro rallentano, e da quanto hanno corso nel primo tempo difficilmente avrebbero potuto fare diversamente, noi si parte e troviamo subito la rete del nuovo vantaggio. Cross di Dimash e il portiere smanaccia appena fuori, cioccolatino per Zielo che pennella in rete con un pallonetto! Sospirone di sollievo!
L’Inter ci prende gusto, con qualche cambio che dà ancora più vigore all’azione, bella palla di Sucic a Ciuf Ciuf che scappa a destra, mette una palla che Pio infila di tacco, beffando portiere e difensore, tutto bellissimo. Poco dopo ancora Pio lotta e protegge un pallone che appoggia a Bisteccone, che entra e scarica in rete per il poker nerazzurro. Nel finale si potrebbe anche fare di più, ma io avevo predetto 4-1 e così sia!
Il 22 agosto entra il numero 5, e sappiamo quanto questi due numeri siano importanti, dalla finale di Madrid, alla doppia stella in faccia, alla maglia del Principe, al giorno dell’esordio in prima squadra del figlio di Deki, un nuovo Stankovic con il 5 sulla schiena. E più di un brivido di emozione scuote il cuore suo, di suo padre, e di tutti noi inguaribili romantici.
Mancava l’immaginazione di un bambino, mentre era sulle spalle di suo padre e guardava lo stadio, sognando il giorno in cui sarebbe stato suo… sogna ragazzo sogna, ogni tanto si avverano anche. Come quello di Leonardo, sopravvissuto alla strage di Crans Montana e ritornato al Meazza per sostenere la sua Inter!
Forse sarebbe il caso di parlare delle altre, vincenti con più di qualche difficoltà nel finale, e con il primo gravissimo errore arbitrale a favore. Cominciamo a segnare poi a fine anno faremo i conti, altro che Marotta League!
Oggi è martedì e volevo aspettare il posticipo giusto per completezza, Davidino subito eroe alla Lazio, mentre forse la vera anti Inter è la Roma che ribalta la viola con un grande Malen!
Faranno a gara per trovare l’anti Inter, tuttavia credo che presto si renderanno conto che l’anti Inter è proprio l’Inter stessa, siamo appena all’inizio, vedremo.
Marcia Avanti
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Flavio Verzola
Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.