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11:08 I granatieri di Sardegna

Editoriali

I granatieri di Sardegna

Editoriale post Cagliari-Inter a cura di Flavio Verzola.

Flavio Verzola
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Editoriale Flavio Verzola
Credits: ilnerazzurro

Finalmente settembre, mentre qualche anno fa era sinonimo del rientro al lavoro, e questo ahimè è rimasto, significava anche la fine dell’estate, con il fresco autunno che faceva capolino dietro l’angolo. Oggi anche la fine dell’estate è lontanissima, mentre siamo stremati! Stremati dal caldo africano, dai costi della vita, dalle preoccupazioni per i conflitti, dall’inutilità della politica, e ovviamente, con molti meno danni, dallo stress di questo lunghissimo ed estenuante calciomercato!

A questo ci mettiamo il carico di trasferte lontane e pericolose, mentre il mondo pallonaro esalta gli altri, auspicando un cambio di regime, noi andiamo per la nostra strada. Caschetto è ormai scafato alle illazioni, la sua pazienza scricchiola, ma il polso della situazione resta fermo e sicuro. Operazione recupero dei nazionali impegnati al mondiale, inserimento dei nuovi, apertura totale ai ragazzini scalpitanti della nuova generazione di interisti, con la consapevolezza che sarà una stagione massacrante!

Basti pensare alle prossime partite, con il Napoli atteso al Meazza, e dopo poco avventura al Bernabeu con Mou che ci aspetta al varco! Con l’affetto di sempre abbraccerà il suo figlioccio prima e dopo la partita, ma durante i novanta non guarderà giustamente in faccia a nessuno!

Ma andiamo per gradi, trasferta a Cagliari, con una tradizione di continue vittorie negli ultimi anni, e pure questo ci preoccupa, per la legge dei grandi numeri, prima o poi ci lasciamo la pelle!

“Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno!”

Sappiamo che le prime partite sono pericolosissime, Roma a parte, con un Malen stratosferico, tutte le grandi che hanno vinto hanno dovuto sudare sangue, come una corazzata che fatica a far girare il motore a regime, anche noi abbiamo un bel dito di ruggine sugli ingranaggi. Del resto sarebbe pericoloso già girare a mille per poi sgonfiarci sul più bello, questo lo sanno perfettamente le piccole, con obiettivi diversi vogliono fare punti prima possibile e partono a razzo!

Il Cagliari notoriamente fastidioso e arrembante nel suo Casteddu, può contare su un pubblico caldissimo e appassionato. Pure troppo, quando ingiustamente copre di fischi assurdi uno dei suoi figli più famosi, quel Barella che invece ama profondamente Cagliari e la sua terra. Sarà per questo che fa una partita sontuosa, correndo più di tutti, forse non volevano mancare di rispetto, ed erano solo fischi di paura, con parziale ragione direi.

Sblocchiamo subito con un colpo deliziosamente da biliardo del solito Chala, ormai la sua capacità balistica dal limite non fa più notizia, mentre nelle statistiche europee, come tiri da fuori area, resta dietro solo a Mbappé e Kane, ma lui è un centrocampista, semplicemente fantastico! Al coro sulla sua provenienza calcistica, ricordiamo una frase del nostro maestro Peppino riguardo la nascita dell’Inter: “anche dal letame può nascere un fiore”, lui è un fiore bellissimo!

Tutto facile, sbloccata la partita, sarà goleada, seratina con i soliti amici e cena a casa mia, possiamo goderci la cheesecake con tranquillità, manco per idea! La porta dei sardi diventa un impenetrabile muro di gomma, ci proviamo in tutti i modi, inanellando occasioni su occasioni per il raddoppio, ma Caprile sembra Superman, e noi l’armata Brancaleone.

Statistiche impietose per gli isolani, pur con l’assenza del loro Mina, difensore migliore e peggiore, dipende dai punti di vista, salvano palloni su palloni e mantengono il risicato minimo vantaggio interista, mentre cresce la fatica e il nervosismo. Mettiamoci pure un paio di rigorini, che con l’avvento del prode Orsato spariscono dalle scelte. Capisco che si vuole evitare perdite di tempo e rigorini, ma quando è rigore, non si può far finta di nulla! Mentre su Pio si poteva anche soprassedere, la spinta alle spalle su Lauti in elevazione pare inequivocabile. Andiamo avanti, in due giornate è riuscito a far peggio di Rocchi in un campionato, il che è tutto dire! Mi chiedo a questo punto cosa ci stia a fare il VAR!

Secondo tempo, noi sempre più stanchi e frustrati, con occasioni a palate, loro rinfrancati dal fatto di essere ancora a galla, si fanno vedere in avanti ma Pepo è attento e preciso nelle uscite sia alte che basse! Gli ultimi dieci minuti sono il drammatico replay di tante partite nostre negli ultimi anni, mentre ci guardiamo preoccupati con le solite frasi da panico: “se non chiudi le partite, poi sai come finisce”“gol sbagliato, gol subito” e noi continuiamo a sbagliare!

Cresce l’ansia, per non gettare al vento tre punti strameritati, ma il calcio del resto è semplice e spietato, vince chi mette la palla dentro, andarci vicino conta solo a bocce! Mentre mi alzo, vado in bagno, sparecchio, carico la lavastoviglie, do le crocchette ai mici, mi invento qualsiasi cosa per non guardare la partita, mentre sento le urla degli amici che ormai mi conoscono, al momento del bisogno entrano in campo i Granatieri di Sardegna!

Il reparto nacque in Piemonte nel 1659 come Reggimento delle Guardie, voluto dal Duca Carlo Emanuele II. Nel corso del Seicento vennero introdotti i soldati scelti armati di granate a mano, selezionati tra gli elementi più alti e robusti per poterle lanciare più lontano. Nel 1720, a seguito del Trattato di Londra, Vittorio Amedeo II di Savoia ottenne il titolo di Re di Sardegna. Da quel momento, i corpi d’élite dell’esercito sabaudo presero il nome “di Sardegna”. Il nome fu poi mantenuto anche dopo l’Unità d’Italia per preservare la loro gloriosa tradizione.

Anche noi abbiamo fortunatamente nelle nostre file dei valorosi Granatieri, mettiamoci Pepo, il ritrovato Benji, la roccia Stones, e sugli scudi Bisteccone. Per fisico e predisposizione panzergrenadier, Bisseck è forse il più dotato e si esalta, salvando la porta da una pericolosissima incursione di Adopo, che aveva già fatto molto male ai ratti! Il gol all’Inter? A dopo, non ora!

Siparietto con Pepo che bacchetta il compagno per aver salvato la porta e avergli comunque impedito la parata copertina! Insomma quando c’è bisogno ci mettiamo il fisico, e il Granatiere di Sardegna tedesco esulta come se avesse segnato!

La portiamo a casa ma se il buon giorno si vede dal mattino, sarà l’ennesima stagione per cuori forti, mi perderò sicuramente gli ultimi cinque minuti delle partite in televisione, girando per casa! Ovviamente allo stadio ci si alza rigorosamente solo al fischio finale e non prima!

Insomma, consuntivo finale, tanta ruggine nei nostri nazionali, tanto lavoro da fare, tanta ansia ma le notizie buone ci sono, occasioni a ripetizione, mercato finalmente finito, e tre punti preziosissimi in saccoccia.

Marcia Avanti!

© Riproduzione riservata

Flavio Verzola

Flavio Verzola

Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.

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