Amarcord Inter Ricardo Quaresma. La storia del calcio è ricca di pagine scritte da giocate memorabili, rimaste nella memoria degli appassionati del gioco più bello del mondo e ricordate, così come gli autori, con un nome. Tanti modi per definire un singolo gesto, che in totale dura sì e no un secondo e che può cambiare il destino del gioco a seconda della magia creata. Rabona, doppio passo, veronica, chiamatela come volete; chi vive accompagnato dal calcio sa che quando meno ce lo si aspetta, il campione è capace di tirar fuori il cosiddetto coniglio dal cilindro e cambiare il corso degli eventi per la sua squadra, regalando un momento indimenticabile. Campioni...sì. O forse non troppo. In queste circostanze, la storia dell'Inter ripercorre le gesta di un ala dal talento sopraffino ma dal retrogusto anarchico, con un colpo a effetto rimasto più nella storia rispetto al suo esecutore.

La Trivela sbarca a San Siro

Ricardo Andrade Quaresma Bernardo, noto semplicemente come Ricardo Quaresma, nasce a Lisbona il 26 settembre 1983 da una famiglia di origine gitana da parte di padre e angolane dal lato della madre e cresce nel quartiere periferico e dalla fama discutibile di Casal Ventoso. Prima di intraprendere i primi passi nel mondo del calcio, inizialmente il giovane Ricardo è appassionato di karate e hockey a rotelle, discipline sportive che praticherà durante il periodo scolastico. Al calcio, lo racconterà in un'intervista, Quaresma deve tutto, sopratutto di averlo salvato da una vita promessa sposa della delinquenza che lo avrebbe portato a fare una brutta fine. L'amore con il calcio sboccia all'età di 7 anni quando un osservatore del D.D.S., piccola squadra di Lisbona nella quale l'unione tra il ragazzo e il pallone da vita al colpo che lo renderà famoso anni più avanti e che gli permetterà di vincere tutto a livello di club e nazionale: la Trivela. Un colpo di esterno dovuto ai suoi piedi rientranti verso l'interno che gli permisero di guadagnarsi la chiamata dello Sporting Lisbona nel 1994 e con cui rimarrà fino al trasferimento a Barcellona nel 2005. In blaugrana, Quaresma delude e l'anno successivo passa al Porto con cui vincerà il primo grande titolo, la Coppa Intercontinentale. Dopo quattro anni consecutivi con i Dragoni, nell'estate 2008 per 'Mustang', soprannome affiancato a "El ciganito" (piccolo zingaro) arriva la seconda grande opportunità della carriera di affermarsi ad alti livelli. All'Inter è appena sbarcato il suo connazionale José Mourinho e di quel calciomercato nerazzurro, Quaresma è il colpo più oneroso: 18,6 milioni di euro più 6 di bonus e il cartellino del giovane centrocampista Pelé. I tifosi interisti si aspettano grandi cose, tuttavia l'appellativo di "El trivela" si rivelerà presto beffardo, poiché Quaresma non riuscirà a imporsi, nonostante un avvio promettente bagnato dal gol al debutto in Serie A il 13 settembre 2008 contro il Catania, quando il suo colpo d'esterno, deviato da un difensore, portò l'Inter al pareggio dopo l'iniziale vantaggio dei siciliani grazie all'eurogol di un decisamente sottovalutato Giuseppe Mascara. Mourinho gli dà fiducia, schierandolo sia in campionato sia in Champions League, ma Quaresma delude, nonostante due assist contro Roma e Reggina. A novembre, l'Inter passa al 4-4-2 e Quaresma finisce in panchina. Da allora, gioca da titolare solo nel derby d'andata, che l'Inter perde 1-0 contro il Milan, con grande delusione per il colpo estivo di Moratti. 19 partite e un solo goal fra campionato e Champions League gli valgono la prima cessione, in prestito gratuito al Chelsea di Luis Felipe Scolari con cui racimola appena 5 apparizioni, di cui una in FA Cup in cui fornisce un assist nella finale, mettendo in bacheca il primo trofeo in Inghilterra. Nell'estate 2009, terminato il prestito, Quaresma torna all'Inter sempre come riserva ed etichettato come 'bidone', totalizza 13 presenze e 429 minuti, riuscendo a scrivere il suo nome nella squadra vincitrice del Triplete. Il lungo girovagare da una parte all'altra del globo alla ricerca di se stesso porterà Quaresma a vestire le maglie di Al-Ahli, a Dubai, Kasimpasa e Vitoria Guimaraes, ultima squadra della carriera fino al 2022, oltre alla doppia esperienza al Besiktas (2010-2012 e 2015-2019) che gli permette anche di conquistare il titolo Europeo con la nazionale portoghese a Euro 2016. A volte fenomenale, altre anarchico e inconcludente, il percorso calcistico del re della Trivela è stato una continua alternanza. Quaresma, guardando al passato, si accontenta senza rimpianti. I tifosi nerazzurri e non solo lo ricordano come "El Trivela", talento incompiuto e dal look dicutibile, arrivato come colpo più costoso del mercato estivo 2008 e salutato con un velo di ironia come un clamoroso flop.
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