Zwayer. La ferita del rigore assegnato al Liverpool nei minuti finali brucia ancora in casa Inter. Il club nerazzurro, reduce da una gara equilibrata e decisa dall’episodio contestato, continua a interrogarsi sulla scelta dell’arbitro Felix Zwayer, considerata inspiegabile e difficilmente giustificabile.
Tra le mura di Viale della Liberazione, la sensazione predominante è quella di incredulità . Filtra infatti che l’UEFA stessa avrebbe gradito una gestione più autonoma da parte dell’arbitro, senza il decisivo richiamo alla revisione video. Il Presidente Marotta, insieme al DS Ausilio, hanno espresso a Zwayer rimostranze garbate ma ferme: secondo la dirigenza, quell’episodio andava valutato sul campo, senza condizionamenti esterni. Un punto di vista che, secondo alcune indiscrezioni, troverebbe sponda proprio nelle alte sfere europee.
Zwayer e il suo passato: stupore in società dopo aver consultato i dossier
Se la decisione arbitrale ha fatto arrabbiare l’ambiente, a lasciare ulteriormente perplessi i dirigenti nerazzurri è stato ciò che hanno scoperto sul passato di Zwayer. Approfondendo il dossier dell’arbitro tedesco, Marotta e Ausilio hanno appreso dettagli su una vecchia vicenda legata al calcio scommesse dei primi anni 2000, quando Zwayer, all’epoca guardalinee, venne sospeso per sei mesi per non aver denunciato subito un tentativo di corruzione. Vicenda poi archiviata grazie alla collaborazione del direttore di gara, che contribuì a smascherare il collega coinvolto.
Pur avendo poi ricostruito una carriera di alto livello, Zwayer è stato spesso al centro di critiche anche in Germania. Allenatori e dirigenti della Bundesliga, negli anni, lo hanno contestato per diverse direzioni arbitrali ritenute discutibili. La frase di Jude Bellingham, che fece scalpore ai tempi del Dortmund, ritorna ora nella memoria dei tifosi interisti: “Cosa vi aspettate se per la partita più importante viene scelto un arbitro con quel passato?“. Una provocazione che oggi, dopo il rigore su Wirtz, rimbalza anche a Milano. E chissà che per l’Inter questa storia non rappresenti anche un’occasione per far sentire con più forza la propria voce nelle sedi istituzionali europee.
