La sosta per le Nazionali continua a rivelarsi un terreno insidioso per i club di Serie A, e questa volta è la Roma a dover fare i conti con la sfortuna. Le notizie che giungono dal ritiro del Brasile hanno immediatamente acceso la spia rossa a Trigoria: Wesley, l’esterno verdeoro su cui la squadra fa grande affidamento per la spinta laterale, è stato costretto ad alzare bandiera bianca. La federazione brasiliana ha confermato che il calciatore ha già lasciato il gruppo a causa di un problema fisico che preoccupa non poco lo staff medico giallorosso.
Il verdetto preliminare parla di una lesione muscolare, un infortunio che richiede estrema cautela per evitare ricadute a lungo termine. In queste ore, l’ambiente romano vive con il fiato sospeso, in attesa che il giocatore rientri nella capitale per sottoporsi agli esami strumentali approfonditi. Questi test saranno decisivi per stabilire con esattezza l’entità del danno e i relativi tempi di recupero, ma il pessimismo inizia a filtrare tra i corridoi del centro sportivo.
Tegola per la sfida di San Siro e l’incognita Pasqua
L’assenza di Wesley rappresenterebbe un duro colpo tattico per l’allenatore, specialmente in vista del prossimo impegno di campionato. Al rientro dalla sosta, infatti, la Roma è attesa dal big match contro l’Inter a San Siro, una sfida cruciale per le ambizioni della stagione. Perdere un elemento così dinamico proprio contro i nerazzurri costringerà i giallorossi a ridisegnare la fascia, rinunciando a una delle loro armi più efficaci nell’uno contro uno e nella fase di transizione.
Con il calendario che incalza, il rischio concreto è che Wesley debba saltare il turno di Pasqua. La gestione del recupero sarà millimetrica, poiché accelerare i tempi senza le dovute garanzie fisiche potrebbe compromettere il finale di stagione del brasiliano. In attesa di comunicati ufficiali, la Roma si prepara a fare quadrato, cercando soluzioni alternative in una rosa che, proprio nel momento del bisogno, dovrà dimostrare tutta la sua profondità e solidità mentale.

