Christian Vieri torna a parlare di calcio italiano e, come sempre, lo fa senza giri di parole. In un’intervista rilasciata a Sportweek, l’ex attaccante della Nazionale ha toccato diversi temi, dal lancio dei giovani in Serie A al duello scudetto, passando per l’analisi della nuova Inter di Chivu. Per Vieri, il coraggio di puntare su ragazzi come Leoni e Pio Esposito è la strada giusta: “In Italia i giovani ci sono, basta saperli trovare e avere il coraggio di lanciarli. Leoni è molto bravo, mentre Esposito ha dimostrato nel precampionato con l’Inter di avere fisico, mentalità e qualità da centravanti al passo con i tempi“.
Sul giovane centravanti nerazzurro, Vieri si è sbilanciato: “Mi piace perché ha forza mentale e gioca per la squadra. In campo internazionale tutti sono giganti, e lui ha dimostrato di saper reggere il confronto. È bravo di sponda, di testa e sa fare gol. Deve giocare, solo così può crescere e fare esperienza“. Una fiducia che testimonia come, agli occhi dell’ex bomber, Esposito possa diventare un elemento importante per il futuro del calcio italiano.
Vieri: “L’Inter ha la rosa più forte, il centrocampo è l’arma decisiva”
Passando al tema scudetto, Vieri non ha dubbi: “Per me l’Inter resta la favorita. Hanno ancora la rosa più forte, anche se non posso dire con certezza che vinceranno. Il Napoli è lì, ma già lo scorso anno ha vinto pur essendo inferiore ai nerazzurri“. Per l’ex numero 32, il vero ago della bilancia sarà il centrocampo: “Se funziona quello, gli attaccanti segnano. Se invece i palloni arrivano in ritardo o male, diventa tutto più difficile. E l’Inter ha uno dei migliori reparti in Europa: Calhanoglu, Barella, Mkhitaryan, Frattesi. Tutti sanno inserirsi, tirare, segnare. E poi sugli esterni Dimarco e Dumfries creano occasioni a ripetizione“.
Un passaggio anche sulla Champions League persa contro il Paris Saint-Germain: “È vero, l’Inter ha perso 5-0, ma resta il fatto che si è giocata tutto fino all’ultimo mese e mezzo della stagione. Firmerei ogni anno per arrivare a maggio con la possibilità di vincere ogni trofeo. Poi puoi anche non vincere, ma la cosa fondamentale è esserci sempre“. Infine, uno sguardo alla nuova era con Chivu: “Credo che partirà dalla base del 3-5-2 di Inzaghi. Poi metterà qualcosa di suo, perché conosce bene i giocatori e li vede tutti i giorni. Ma la struttura resterà quella“.

