Un pranzo che rischiava di diventare indigesto si è trasformato in un dolce epilogo per l’Inter di Cristian Chivu, che ha espugnato il “Bentegodi” grazie all’autogol di Martin Frese nel finale. Un successo sofferto, ma fondamentale nella corsa al vertice della Serie A 2025/26, arrivato al termine di una partita più complicata del previsto contro un Verona mai domo.
Chivu ironico dopo la vittoria: “Ho rovinato la divisa, ma va bene così”
Ai microfoni di DAZN, il tecnico nerazzurro non ha nascosto l’emozione per un successo arrivato all’ultimo respiro:
“Ho rovinato la divisa, sono in tuta adesso, lo sponsor sarà arrabbiato… Ma va bene così. Queste partite è più facile perderle che vincerle, e quando vinci in questo modo esplodi, anche pensando che poteva finire peggio.”
Una vittoria da squadra matura, consapevole di non poter sempre dominare, ma capace di stringere i denti e colpire al momento giusto.
Il segreto del primo gol? “Merito dello staff e dello schema di Palombo”
L’allenatore rumeno ha poi svelato un retroscena curioso sullo schema che ha portato al primo gol nerazzurro:
“È un’idea di Angelo Palombo. Io inizialmente ero contrario: se fosse andata male, ci avrebbero puniti in contropiede. Ma con la qualità dei nostri giocatori vale la pena rischiare. Calhanoglu la mette dove vuole, Zielinski ha tempi e tecnica: è giusto dare merito allo staff e ai ragazzi che lavorano su queste situazioni.”
Una frase che sottolinea la mentalità corale e il continuo lavoro tattico del gruppo guidato da Chivu, sempre alla ricerca di soluzioni nuove anche sui calci piazzati.
Sulla gestione del vantaggio e sulla reazione avversaria, Chivu ha voluto chiarire:
“Non abbiamo rallentato, ma il Verona è una squadra che gioca con intensità e ti costringe ad abbassarti. Dopo l’1-0 abbiamo provato a gestire, ma sull’unico lancio lungo ci hanno puniti. Quando cerchi di attirare gli avversari rischi di perdere l’intensità. Complimenti a loro, sono ben allenati e hanno giocato con coraggio.”
Infine, un passaggio dedicato al capitano Lautaro Martinez, a secco da qualche partita ma sempre leader dentro e fuori dal campo:
“Non dobbiamo creare casi. Lautaro non segna da una settimana, ma a Bruxelles aveva fatto gol. È un trascinatore, un esempio per impegno e mentalità. Giocare ogni tre giorni non è semplice, ma per me conta la sua disponibilità verso la squadra. Non è un dramma.”
