Vergara. Il centrocampista del Napoli Antonio Vergara ha condiviso alcune riflessioni sul ruolo dei giovani nel calcio italiano durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Il classe 2003 ha affrontato il tema dello spazio concesso ai talenti emergenti in Serie A, sottolineando come, a suo avviso, nel nostro Paese ci sia ancora una certa resistenza culturale nel puntare davvero sui ragazzi più promettenti.
Vergara ha infatti messo a confronto la realtà italiana con quella di altri campionati europei, dove i giovani vengono lanciati molto prima ad alto livello: “In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali“.
Vergara: il talento di Pio Esposito e i modelli di riferimento
Nel suo ragionamento Vergara ha anche voluto porre l’attenzione su come il termine ‘giovani’, alla sua generazione, purtroppo, non gli si addica ormai molto: “Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo“. Tra i talenti italiani che lo hanno colpito di più, Vergara ha indicato Francesco Pio Esposito: “Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia“.
Il centrocampista del Napoli ha parlato anche dei suoi modelli calcistici. Da bambino, come molti appassionati di calcio, è rimasto incantato dal talento di Lionel Messi: “Da bambino Messi, inarrivabile“. Ma tra i giocatori che più lo hanno ispirato c’è anche un nerazzurro, Piotr Zielinski: “Ero e resto innamorato di Zielinski“.

