pixel Facebook

Ultime notizie Inter e calciomercato

sabato, Febbraio 14, 2026

Valentino

HomeAmarcordValentino

Di Flavio Verzola.

Sinonimo di potenza, virilità e machismo, il toro si identifica spesso con un attaccante potente, ardito, desideroso del contatto e senza paura di nessuno, uno che fa della grinta e della determinazione le sue armi migliori. Non posso non avere simpatia per il granata, anche se ovviamente sul campo non si guarda in faccia a nessuno. Simpatia che non è mai sfociata in amore, o almeno in un patto di non-belligeranza tra le curve. Strano perché il comune nemico giurato tra noi e i torinesi doc, non conferma il detto che il nemico del mio nemico é mio amico, anzi il canto offensivo più gettonato da entrambe le curve, intona un offensivo “come la Juve… Voi siete come la Juve”. Intendiamoci non c’è odio profondo, perché comunque un minimo di rispetto esiste, ma non così forte da includere gemellaggi… Del resto un po’ come con la Fiorentina, città importanti e squadre di grandi tradizioni, alimentano la competizione, e la giusta rivalità sportiva.

26 gennaio, proprio il giorno in cui Valentino Mazzola avrebbe compiuto gli anni, e singolare coincidenza compleanno anche di un certo José, allenatore portoghese, tanto amato dal popolo nerazzurro. Anche se ultimamente si lascia andare ad esternazioni piuttosto strane.

Il mitico capitano, un campione tra i campioni granata del grande Torino, una squadra da sogno polverizzata nel dramma di Superga, padre di un mito nerazzurro come Sandro, attaccante atipico, quasi un dieci per tecnica fantasia e velocità…Sandro ha sempre avuto ovviamente il mio rispetto e la mia totale ammirazione, per l’uomo e l’atleta, ma nel mio cuore di bimbo avevo solo posto per Boninsegna… Con l’andare degli anni l’ho riscoperto e rivalutato, come cercare di riparare un errore affettivo giovanile, un po’ come la disco degli anni 80, che allora da buon rockettaro disprezzavo, e che invece poi ho rivalutato negli anni…. A pensarci bene, Bobo era sicuramente più rock del Baffo, In effetti più disco…Sandro racconta che c’è stato un momento in cui avrebbe potuto giocare per la gobba, racconta della proposta indecente dell’Avvocato, di un stipendio importante e di una concessionaria Fiat… Decisivo l’intervento della mamma che dichiarò senza mezzi termini che mai il figlio del capitano del grande Toro avrebbe messo quella maglia… Santa donna e cosi non se ne fece nulla, regalandoci pagine indimenticabili nella storia nerazzurra…

Ancora oggi Sandro rappresenta il simbolico ponte tra le due sponde, quella granata e quella nerazzurra, unite non solo da un nemico comune, ma anche dalla mentalità e nella esaltazione della grinta, un sangue quasi sudamericano figlio di lacrime e sudore, nella ricerca assoluta della vittoria, sapendo perfettamente che, contrariamente a gli altri, a noi non ci regala niente nessuno, ogni vittoria é strappata con il cuore e con le unghie. Viviamo e vivremo una vita calcistica in perenne sofferenza e in lotta continua. Questo animus pugnandi perfettamente si incarna nel nostro Toro, uno che sta scalando la classifica degli Dei nerazzurri come reti, ma anche come personalità e carattere. Pensavo che dopo Zanetti non ci sarebbe mai stato un capitano degno di tale eredità, mai sbagliato tanto. Ma questa mattina, dopo un fine settimana particolarmente interessante, che ci porta a più 5 dai ratti e più 9 dai pulcinella, vorrei ricordare la prestazione sontuosa di Stefano De Vrij.

Ingiustamente dimenticato nel mio recente editoriale, entusiasta dai gol, tra bicipiti, incornate e sinistri meravigliosi, la sua prestazione è passata in sordina. Necessita riparare alla dimenticanza, prestazione sontuosa venerdì sera, di un campione in campo e fuori, professionista esemplare, che forse meriterebbe più considerazione per il futuro.
Testa alla Champions, ma senza dimenticare il bersaglio grosso del campionato. Come chiosa finale una considerazione sulla nostra proprietà: se per noi tifosi l’imperativo categorico è vincere, per loro è guadagnare il più possibile.

La perfezione sarebbe il mix tra le due diverse motivazioni, purtroppo ritengo invece che coloro che tengono stretti i cordoni della borsa, sistematicamente ci faranno promesse mai mantenute, e illusioni che resteranno tali. Per loro basta competere e guadagnare, per noi vincere.

Ahimè Marcia Avanti.

Flavio Verzola
Flavio Verzola
Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.
Il Nerazzurro è ora su Google News!

Seguici per restare sempre aggiornato su tutte le notizie dell’Inter, ovunque tu sia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi anche: