Home Uomini e Campioni Uomini e campioni, Mino Raiola, non un campione, ma un grande procuratore.

Uomini e campioni, Mino Raiola, non un campione, ma un grande procuratore.

Uomini e campioni, Mino Raiola, non un campione, ma un grande procuratore. All’anagrafe Carmine, da Nocera Inferiore al tetto del mondo. Cinquanta candeline a novembre, Mino Raiola è il terrore dei dirigenti e il mercante dei sogni delle squadre di mezza Europa.

Uomini e campioni, Mino Raiola, non un campione, ma un grande procuratore.

All’anagrafe Carmine, da Nocera Inferiore al tetto del mondo. Cinquanta candeline a novembre, Mino Raiola è il terrore dei dirigenti e il mercante dei sogni delle squadre di mezza Europa.

Uomini e campioni, Mino Raiola, non un campione, ma un grande procuratore. All’anagrafe Carmine, da Nocera Inferiore al tetto del mondo. Cinquanta candeline a novembre, Mino Raiola è il terrore dei dirigenti e il mercante dei sogni delle squadre di mezza Europa.

Fa tremare i polsi dei presidenti, ventilando addii improvvisi dei rispettivi pezzi da novanta, ed infiamma – o magari tesse – le trame dei disegni di gloria dei futuri acquirenti.

Dai tavoli della pizzeria di famiglia ad Haarlem in Olanda, dove il padre e la madre emigrano quando Mino ha poco più di un anno, alla poltrona di direttore sportivo della omonima società calcistica.

A vent’anni fonda la sua prima società di intermediazione, la Intermezzo. Nel 1992 porta Bryan Roy al Foggia, nel 1993 è mediatore nella trattativa che porta Dennis Bergkamp e Wim Jonk dall’Ajax all’Inter.

Diventa agente FIFA e fonda la Sportman, sede a Montecarlo e filiali in tutto il mondo. Sotto la sua procura passano Nedvěd, Ibrahimovic, Robinho, Balotelli, Mikytharyan, Pogba, Donnarumma e molti altri.

Con il passaggio del francese della Juventus al Manchester United, si assicura 25 milioni di euro di commissione. La figura paciosa nulla ha a che vedere con il piglio aggressivo con cui demolisce dirigenti e giornalisti.

Ah, Raiola parla sette lingue: italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese, portoghese e olandese. Non chiamatelo solo “procuratore”.

Fonte: Lineaoroblog

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