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Hakimi il Grande, difesa e attacco

Hakimi il Grande, difesa e attacco. Il nazionale marocchino ha contribuito, in modo determinante, alla vittoria dello scudetto. Un esterno decisivo nel sistema di gioco di Conte. Insomma, qualità e quantità.

Hakimi il Grande, difesa e attacco.

Il nazionale marocchino ha contribuito, in modo determinante, alla vittoria dello scudetto. Un esterno decisivo nel sistema di gioco di Conte. Insomma, qualità e quantità.

Hakimi il Grande, difesa e attacco. Il nazionale marocchino ha contribuito, in modo determinante, alla vittoria dello scudetto. Un esterno decisivo nel sistema di gioco di Conte. Insomma, qualità e quantità.

Terzino destro, sinistro, esterno di centrocampo. Anche ala e senza nessuna preferenza in merito alla fascia di competenza.

Achraf Hakimi è prima di tutto questo. Giocatore poliedrico e in grado di occupare più ruoli; ma in grado di offrire sempre un alto rendimento in ogni zona del campo.

Gli manca un ruolo in attacco ma il calciatore, nato a Madrid ma di origini marocchine, è ancora molto giovane e lui stesso, scherzando, non lo esclude in un prossimo futuro.

Hakimi non è solo questo ma anche tanto altro.

Tecnica sopraffina unita ad un ottimo controllo del pallone; caratteristiche che fanno di lui un giocatore pronto a ricoprire, come dicevamo, diversi ruoli.

Il ragazzo è veloce, rapido e con un tiro potente e preciso.

Una castagna, dalla distanza, che gli consente spesso e volentieri di finalizzare l’azione.

Non si può neanche dire in modo definitivo o sbrigativo che Hakimi prediliga la fase difensiva. Anche se il numero dei contrasti vinti, a fine partita, è sempre molto alto.

Il marocchino sa, infatti, impostare l’azione grazie ad una buona visione di gioco e a una superba prontezza mentale, il tutto unito ad un fisico importante.

Realizza e s’inserisce bene negli spazi di cui conosce i tempi giusti. Corre più veloce del tempo ed è in grado di suggerire ai compagni buone trame di gioco.

I numeri, del resto, contano e sono tutti dalla sua parte con sette gol e otto assist nella sua prima stagione in nerazzurro.

Il 2 luglio si trasferisce all’Inter per 40 milioni di euro più cinque di bonus.

Debutta in serie A (con un assist) il 26 settembre nella vittoriosa partita, quattro a tre il risultato finale, contro la Fiorentina.

Ha contribuito, in modo determinante, alla vittoria dello scudetto. Un esterno di centrocampo decisivo nel sistema di gioco di Conte. Insomma, qualità e quantità.

Spesso le sue giocate, i suoi gol sono stati il grimaldello per violare le difese avversarie. Situazioni difficili, complicate, hanno trovato in Hakimi la chiave per una soluzione vincente.

Il paradigma può essere Inter-Cagliari del girone di ritorno. Partita difficile, situazione bloccata, così narrano le cronache. Al 69’ la mossa di Conte con Hakimi che sostituisce Young.

Otto minuti e Darmian risolve la partita grazie a un assist di Hakimi. L’azione nerazzurra vale come modus operandi e Hakimi è protagonista assoluto.

Hakimi, Hakimi… Probabilmente sarà ceduto.

 

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