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Aurelio Milani e quella rete al Real Madrid

Milani sarà sempre ricordato come un campione speciale. L’attaccamento alla maglia nerazzurra, quel suo spendersi in modo totale per i nostri colori ne fanno un campione unico.

Aurelio Milani e quella rete al Real Madrid

Milani sarà sempre ricordato come un campione speciale. L’attaccamento alla maglia nerazzurra, quel suo spendersi in modo totale per i nostri colori ne fanno un campione unico.

Aurelio Milani e quella rete al Real Madrid. “Era il Real Madrid di Di Stèfano, Puskas e Gento. Una leggenda vivente che al Prater di Vienna, nel maggio del 64’, fu distrutto e mattato. Era anche  un’armata invincibile. Il Real era stato, sino a quel momento, l’assoluto dominatore della competizione; un rullo assassino se è vero che su sei finali ne vinse cinque. Alfredo Di Stèfano, che qualcuno nel tempo indicò come il miglior giocatore di tutti i tempi, vestiva bene i panni del capitano”

Nella notte austriaca prima Mazzola. Poi, Milani, al 15’ della ripresa, regala il raddoppio all’Inter. L’interista riceve palla ai 20-25 metri, si accentra e fa partire una stangata saettante (nelle parole di Carosio). Non c’è scampo; la gloria termina lì per il portiere del Real Vicente. Milani offre l’ennesima prova della sua bravura. Un generoso e sempre di aiuto ai compagni; Milani ipoteca la vittoria finale. Irresistibile quell’Inter e quando Felo riduce le distanze, Mazzola riporta i nerazzurri lì dove devono stare … nell’Olimpo dei Grandi di cui Milani è parte integrante.

Fu la cronaca vera, autentica della grandezza dei bianchi del Real Madrid annientati da un’Inter che poteva ogni cosa. Anche su quella leggenda spagnola.

Non esiste cornice migliore per ricordare un campione come Aurelio Milani.

Nato a Desio il 14 maggio del 1934 Aurelio Milani fu infatti uno dei protagonisti della ‘Grande Inter’ di Herrera, con cui vinse in due stagioni, tra il 1963 e il 1965, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e uno scudetto.

Crebbe nelle giovanili dell’Aurora Desio; il suo talento venne scoperto dagli osservatori dell’Atalanta. Varie squadre, tra cui anche Sampdoria e Fiorentina, prima del suo approdo nel 1963 all’Inter di Angelo Moratti e del Mago Herrera.

Era un centravanti fisicamente molto forte. Assai bravo nel concludere a rete; riuscì, infatti, a vincere la classifica dei cannonieri sia in serie A che in serie B.

Di lui viene ricordata la grande generosità che si traduceva in assist per i compagni e in una cifra costante e continua in termini di sacrificio, fatica e coraggio.

Insomma, sempre al servizio della squadra come amano ricordare le cronache e i suoi compagni di squadra.

Milani sarà sempre ricordato come un campione speciale. L’attaccamento alla maglia nerazzurra, quel suo spendersi in modo totale per i nostri colori ne fanno un campione unico.

L’unica cosa che si vorrebbe cancellare è quella partita contro la Dinamo Bucarest, in Coppa dei Campioni, nell’inverno del 1964 allorquando Milani ricevette una ginocchiata nella schiena causandogli lo spostamento di una vertebra.

Quell’episodio decretò la fine della sua carriera. Se quella fu una luce triste e sfortunata nella sua carriera di atleta e campione, tutto il resto ha illuminato i successi di un’Inter che lui ha contribuito a rendere Grande.

Grande Aurelio!

 

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