Tutto il resto è noia

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Oggi è il 4 marzo, una giornata di nebbiolina che il sole non riesce a bucare, anticipata da una notte ancora freddina, come se la primavera che vuole nascere, fosse ancora intrappolata da una robusta placenta. Una giornata particolare che vede il compleanno di Lucio Dalla. Una giornata che ci vede in testa ad un campionato ancora troppo in bilico, almeno scaramanticamente. Certo che se ad Agosto mi avessero detto che il 4 marzo sarei stato primo con 10 punti sulla seconda, mi sarei fatto una grassa risata.

Penso sia doveroso ricordare oggi la prematura dolorosa scomparsa, senza la benché minima ragione, di Astori e del nostro Enrico Cucchi. Centrocampista savonese dai piedi raffinati e con grandi doti di regia, uno che si era ritagliato il suo meritato spazio, sia nel cuore dei tifosi che nell’Inter di Ilario Castagner della stagione 1985/86. Ci giocavano giovani di buone speranza come Zenga, Ferri e Bergomi, e meno giovani come Baresi, Collovati, Marini, Altobelli, Rummenigge e Brady, tanto per citarne alcuni, e far venire i lacrimoni a qualche coetaneo che ha la gentilezza di leggermi.
Ieri plenilunio con eclissi, la luna di sangue, che sembra più il titolo di un horror che di un fenomeno astrale! Semifinale di andata della tanto bistrattata coppa Italia, ma quando sei lì, poi altro che portaombrelli, la voglia di portarsi a casa qualcosa di importante diventa assai intrigante. Momento particolarmente delicato per fare giochini al risparmio, proprio col Como rivelazione di questo campionato, che ha dimostrato di essere una squadra da prendere con le molle! Fabregas ha messo su un bello spettacolino, con tanti ottimi palleggiatori, ali veloci e tecniche, e qualche vecchio lupo, vedi Morata, senza dimenticare il golden boy Paz, di proprietà merengue, che è il sogno mostruosamente proibito di tutta la nostra dirigenza. Certo che proprio a tre giorni dalla madre di tutte le partite, questa rogna proprio non ci voleva. Caschetto deve fare di necessità virtù, Bonnino ha un risentimento, e speriamo sia solo quello, Lauti sta bruciando le tappe per tornare, ma ci vogliono almeno altre due settimane, rimangono Pio e Tikus, con il derby pericolosamente alle porte. Quindi, turn over obbligato, sperando di limitare i danni, con un’evoluzione tattica che in futuro potrebbe essere molto interessante, almeno con gli uomini giusti. Una punta sola e due mezze punte dietro, il famoso albero di Natale a ridosso della Pasqua!
Se poi le due sono Ciuf e Frattesi, non possiamo certo dormire sonni tranquilli! Il Como ci fa il torello nel primo tempo, sfiorando il vantaggio in un paio di occasioni, di cui almeno una colossale. Noi non pervenuti, e se la logica è tutta a favore di Chivu, vedere un Inter così ectoplasmatica certo non ci ravviva la serata. Devo sforzarmi di abbandonare il divano per la sedia, onde evitare di addormentarmi, una noia infinita!

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Tutto il resto è noia
No, non ho detto gioia
Ma noia, noia, noia
Maledetta noia!
Eccolo il Califfo che tiferà sicuramente Inter anche da lassù!

Quest’Inter macchiavellica, del fine che giustifica i mezzi. Primo non prenderle, secondo non farsi male, terzo ricordiamoci che c’è il ritorno a casa nostra tra poco meno di due mesi. Gli addetti ai lavori e qualche tifoso, visto le caratteristiche delle due squadre, avrebbe gradito molto di più uno spettacolo di gol, con annessi rischi e controrischi. Uno zero a zero così tattico e sparagnino ha fatto storcere il naso a parecchi. Chissene… Chivu va per la sua strada e fa non bene di più! Chi va per la sua strada è Bastoni, ancora bersaglio dei fischi, evidentemente la madre degli imbecilli non solo è sempre in cinta, ma partorisce gemelli! Il ragazzo dimostra ancora una volta di avere le spalle grosse, ma il giochino comincia a dare fastidio.
Tornando alla partita e al momento del campionato, occhio al bersaglio grosso senza guardare in faccia a nessuno! E Cesc, memore delle quattro pappine prese in campionato, giocando in allegria, dopo averci provato nel primo, nel secondo tempo si è adeguato alla noia controllata, rimandando tutto ad Aprile! Noi non ci abbiamo nemmeno provato. Testa al Derby, loro saranno avvelenati, noi dobbiamo esserlo di più, come se non ci fosse un domani!

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Marcia Avanti

Flavio Verzola
Flavio Verzola
Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.
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