La storia di Petar Sucic è un intreccio di calcio e vita semplice, fatta di radici forti e ricordi bucolici. Cresciuto a Bugojno, in un piccolo villaggio dove la sua famiglia gestisce una fattoria, il centrocampista ha raccontato a DAZN nel format On Board le sue origini. Da bambino, infatti, aiutava spesso il padre a gestire la fattoria: “Mi piaceva quello stile di vita, ero molto felice e passavo le giornate all’aperto. È una parte della mia vita che non dimenticherò mai“.
L’amore per il pallone è arrivato presto, accompagnato dall’entusiasmo di un contesto genuino. Nella sua Bugojno ha mosso i primi passi calcistici e i ricordi di quell’infanzia, tra campi verdi e vita di paese, restano per lui fondamentali. Ma la svolta è arrivata con il debutto in Champions League con la Dinamo Zagabria: una notte indimenticabile, sotto la pioggia battente, in cui ha segnato uno dei gol più belli della sua carriera.
Sucic e la vita semplice lontano dai social
Sucic non nasconde la sua indole riservata: non ama trascorrere troppo tempo sui social, preferendo vivere la quotidianità senza filtri. Dopo una partita o un allenamento, ciò che desidera è solo rilassarsi con la famiglia e staccare dalla pressione mediatica. Un atteggiamento che riflette la sua formazione e i valori ricevuti sin da bambino, più legati alla vita reale che al mondo virtuale.
Un legame forte è anche quello con il cugino Luka, con cui condivide non solo i ricordi d’infanzia ma anche l’avventura in nazionale: “Quando eravamo piccoli guardavamo le partite insieme in TV, oggi giochiamo fianco a fianco con la maglia della nostra nazionale. È una storia speciale“, racconta con orgoglio. E proprio la Croazia rappresenta per Sucic il traguardo più significativo: l’esordio con la selezione è stato un momento carico di emozioni, una tappa che lo rende, come dice lui stesso, “il ragazzo più felice al mondo“.
