L’Inter guarda al futuro con la lucidità di chi sa programmare e la convinzione di chi non vuole farsi scappare i propri talenti. Tra questi, uno dei nomi più caldi è quello di Aleksandar Stankovic, classe 2005 del Bruges, protagonista di una stagione in continua ascesa e ormai seguito con interesse crescente da diversi top club europei. Ma i nerazzurri partono in netto vantaggio: la famigerata clausola di recompra, inserita al momento della cessione, è la chiave che può riportarlo a Milano.
L’Inter può riportare Stankovic a casa per 23 milioni nel 2026 oppure per 25 milioni nel 2027. Viste le prestazioni del centrocampista in Jupiler Pro League, appare sempre più evidente che sarebbe un investimento oculato e lungimirante.
Marotta, Ausilio e Baccin hanno seguito da vicino la sua crescita: relazioni tecniche più che positive, rendimento in costante crescita e maturità superiore alla media. E soprattutto, l’interesse di diversi club di Premier League – squadre che giocano la Champions e muovono budget enormi – ha confermato che il ragazzo è ormai pronto per il salto di qualità.
Ma a differenza delle altre pretendenti, l’Inter ha la corsia preferenziale. E questo cambia tutto.
Chivu crede in lui: il modello è Pio Esposito
Cristian Chivu, oggi guida tecnica dell’Inter, ha una fiducia totale nel ragazzo. Lo ha seguito, studiato, apprezzato. E vede in Stankovic un potenziale percorso simile a quello di Pio Esposito, esploso fino a trovare spazio e centralità nella rosa nerazzurra.
Esposito lo sapeva: davanti a lui c’era la ThuLa, un tandem intoccabile. Ma non voleva scappare. Voleva imparare. E oggi quella scelta gli sta cambiando la carriera.
Stankovic ragiona allo stesso modo. Conosce perfettamente la gerarchia nerazzurra:
- Barella e Calhanoglu sono i totem;
- Sucic è considerato un “giocatore vero”, da grande squadra.
Eppure, il figlio d’arte non ha esitazioni: crede nel suo potenziale e vuole conquistarsi spazio proprio a Milano.
Con le incertezze legate alle situazioni di Zielinski, Frattesi e Diouf, la dirigenza ragiona su soluzioni di qualità, giovani e sostenibili. E Stankovic risponde esattamente a questo identikit.
Riportarlo a Milano significherebbe assicurarsi:
- un talento cresciuto nel settore giovanile nerazzurro;
- un centrocampista completo, moderno, capace di giocare più ruoli;
- un investimento economico contenuto rispetto al valore potenziale;
- un prospetto internazionale su cui Chivu vuole costruire l’Inter del futuro.
La società, la dirigenza e l’allenatore sono allineati: Aleksandar Stankovic deve tornare a Milano. Il giocatore lo sa, il Bruges lo sa, e i top club europei – pur interessati – sono in ritardo nella corsa.
L’Inter, per una volta, non deve rincorrere il mercato: deve solo premere un tasto.
E a quel punto, per il giovane centrocampista, si aprirebbe una strada che conosce già: quella verso San Siro, verso il nerazzurro, verso una carriera che può decollare proprio dove tutto è iniziato.
