San Siro. Il passaggio di proprietà di San Siro a Inter e Milan subirà un piccolo rinvio. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la firma ufficiale del rogito non avverrà questa settimana, ma slitterà ai prossimi giorni, principalmente per ragioni tecniche e non per responsabilità dirette né del Comune di Milano, né dei due club. L’ostacolo riguarda infatti i tempi necessari per ottenere le garanzie finanziarie richieste dagli istituti di credito coinvolti nell’operazione. Prima della firma, è indispensabile che i circa 100 milioni di euro concordati vengano effettivamente trasferiti nelle casse comunali.
Si tratta di un passaggio cruciale in vista del progetto di demolizione e ricostruzione del nuovo stadio, una tappa che entrambe le società considerano prioritaria per garantire il proprio futuro infrastrutturale e commerciale. Tuttavia, ogni giorno di ritardo pesa sulla tabella di marcia, considerando che il tempo stringe verso una data decisiva: quella del 10 novembre, quando scatterà il vincolo architettonico della Soprintendenza sul secondo anello del Meazza. Se ciò dovesse avvenire prima della firma, l’impianto non potrebbe più essere demolito, complicando ulteriormente i piani di Inter e Milan.
San Siro e le pressioni dei comitati cittadini
Il rischio, dunque, è che la partita per San Siro si giochi sul filo di lana. Il Comune e le due società sono consapevoli della delicatezza della situazione e stanno lavorando per chiudere l’accordo in tempo utile, ma nel frattempo cresce la pressione da parte dei comitati cittadini contrari al progetto. Questi ultimi hanno deciso di portare avanti la loro battaglia legale, rivolgendosi direttamente al Consiglio nazionale del notariato a Roma per chiedere il blocco dell’atto.
In attesa della firma, la tensione resta alta anche per via delle proteste dei comitati cittadini, che si oppongono alla vendita e hanno chiesto al Consiglio nazionale del notariato di bloccare l’atto. Secondo loro, la data del vincolo storico non è chiara e la cessione dello stadio potrebbe causare un danno economico al Comune. Nonostante le contestazioni e i ritardi tecnici, però, filtra ottimismo: l’obiettivo è chiudere il rogito entro la prossima settimana e scongiurare lo stop imposto dal vincolo della Soprintendenza.
