Il futuro di San Siro resta appeso al voto del Consiglio comunale di Milano. La seduta dedicata alla delibera sulla vendita dell’impianto a Inter e Milan si è chiusa senza decisioni definitive, rinviando tutto a lunedì. Un passaggio inevitabile per una vicenda che si trascina ormai da anni e che ora è giunta al momento cruciale: la conta finale tra favorevoli e contrari alla cessione dello stadio e delle aree circostanti ai due club.
Per approvare il progetto serviranno 25 voti. Al momento 24 sarebbero già garantiti, mentre l’attenzione è tutta rivolta verso il consigliere Marco Fumagalli, che potrebbe rappresentare la chiave per raggiungere la soglia necessaria. Fondamentale sarà anche l’atteggiamento dell’opposizione: un voto compatto contrario potrebbe bloccare il progetto, mentre l’astensione aprirebbe la strada al via libera. Non è escluso che si arrivi a un compromesso con modifiche al testo per convincere gli indecisi.
San Siro: altri scenari possibili in caso di no
Se lunedì prevarrà il “sì”, Inter e Milan avranno la possibilità di dare vita al loro progetto: un nuovo stadio nell’area del Meazza, con l’abbattimento successivo dell’attuale impianto, fatta eccezione per la zona Sud-Est. Un’operazione che, inevitabilmente, si intreccerà con i ricorsi già annunciati da diverse parti in causa, pronti a rallentare l’iter.
Se invece dovesse arrivare un “no”, lo scenario cambierebbe radicalmente. Il Milan tornerebbe a puntare su San Donato, dove ha già investito 55 milioni di euro, e diventerebbe inevitabile un confronto con l’Inter per capire se i nerazzurri potrebbero inserirsi nell’operazione. Un passaggio che, in ogni caso, segnerebbe l’ennesima svolta in una vicenda che da tempo tiene banco non solo sul piano sportivo, ma anche su quello politico e urbanistico.
