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martedì, Febbraio 10, 2026

Rapporto FIFPro, si gioca troppo e con poco riposo: indicato un top dell’Inter come caso emblematico

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Rapporto FIFPro. Il calcio d’élite corre a ritmi sempre più serrati e a pagarne le conseguenze sono i giocatori. L’ultimo rapporto Player Workload Monitoring di FIFPro, il sindacato mondiale dei calciatori, ha acceso i riflettori su un problema ormai evidente: i campioni delle grandi squadre disputano troppe partite senza avere il tempo minimo per recuperare. Nessuno dei club che ha preso parte al Mondiale per Club di questa estate ha garantito i 28 giorni di riposo consigliati tra una stagione e l’altra, né i 28 giorni di preparazione estiva raccomandati.

I dati riportati dallo studio sono eloquenti. Basti pensare che le due finaliste del torneo FIFA, Chelsea e Paris Saint-Germain, hanno concesso rispettivamente solo 20 e 22 giorni di pausa ai propri giocatori, seguiti da ritiri lampo di appena 13 e 7 giorni. Periodi ben lontani da quelli indicati dagli esperti come necessari per rigenerare il corpo e prevenire infortuni.

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Rapporto FIFPro, Bastoni tra i più spremuti: oltre 70 partite in una stagione

Il monitoraggio della FIFPro non si limita ai club, ma scende nel dettaglio dei singoli calciatori. Tra i casi più emblematici figura Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter, che ha superato quota 70 partite nella scorsa stagione, un dato che lo accomuna a Fabian Ruiz (PSG) e Federico Valverde (Real Madrid). Ancora più impressionante il caso di Kim del Bayern Monaco, costretto a disputare 20 partite consecutive senza i cinque giorni di riposo raccomandati.

A sottolineare il rischio di questa tendenza è arrivata la voce diretta dei protagonisti. Chris Wood, attaccante del Nottingham Forest e della Nazionale neozelandese, ha lanciato un appello: “Per noi giocatori è vitale avere un periodo di recupero che permetta al corpo di adattarsi e ripartire. Vogliamo giocare più partite possibile, questo ci rende felici, ma dobbiamo assicurarci di prenderci cura del nostro corpo a lungo termine“.

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Il messaggio è chiaro: senza pause adeguate il calcio rischia di logorare i suoi interpreti più preziosi. FIFPro ribadisce la necessità di garantire almeno un mese di recupero – meglio sei settimane – per preservare la salute dei giocatori e, di conseguenza, la qualità dello spettacolo.

Paolo Olita
Paolo Olita
Scrivo di sport per IlNerazzurro. Il calcio è la mia passione e il mio lavoro: mi piace raccontarlo con attenzione, equilibrio e la curiosità di chi non smette mai di guardarlo con gli occhi di un tifoso.
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