Rafa Benitez, ex allenatore dell’Inter, ha parlato a La Gazzetta dello Sport degli impegni di Champions League delle squadre italiane. Lo spagnolo ha avvertito subito sulle difficoltà: “Non sarà semplice per la Juventus in casa del Villarreal; non sarà facile per l’Atalanta contro il Club Bruges; sarà molto indicativa per l’Inter contro lo Slavia Praga e anche dal Napoli aspetteremo una risposta. Tempo ce n’è con le otto partite a disposizione, ma io ritengo che non convenga perderne troppo“.
Guardando in particolare ai nerazzurri, Benitez ha sottolineato i progressi anche in Serie A: “Anche la partita di Cagliari, con un bel po’ di turnover, ha espresso novità apprezzabili: la personalità è ricomparsa possente ed è servita per dimezzare il distacco dal primo posto in classifica in campionato. Ma anche il gioco è sembrato migliorato“. Poi ha aggiunto: “Ho sempre pensato che la struttura dell’Inter resti molto forte, competitiva a qualsiasi livello, e dopo una fase difficile, forse colpa anche del Mondiale che ha stravolto la preparazione, la qualità dei singoli e del gruppo sta venendo fuori“.
Rafa Benitez sull’Inter e il peso della condizione psicologica
Sull’aspetto mentale, Benitez ha risposto con chiarezza: “Non so quale tipo di blocco potesse avere. Non ho mai sospettato che si portasse dietro ancora la sconfitta in finale con il Psg, mi sarebbe parso strano“. Per lui, i problemi erano altrove: “Semmai i problemi possono essere stati di altra natura, magari atletici, proprio perché la stagione è cambiata, il riposo quasi non esiste più e non è semplice la gestione della fatica“.
Infine, Benitez ha messo in evidenza alcuni protagonisti: “A Cagliari, e già prima, Thuram e Lautaro avevano avuto modo di incidere; come il ritorno di Calhanoglu, con doppietta passata quasi sotto silenzio perché a Torino era finita male“. E sulla possibilità di arrivare fino in fondo in Champions, ha mantenuto equilibrio: “Per me l’Inter rimane tra le favorite, poi da qui a dire che arriverà fino a Budapest è un’altra cosa: io non mi avventuro mai in pronostici“.
