Vigilia di Cremonese-Inter e conferenza stampa della vigilia per Davide Nicola, che non usa giri di parole nel presentare la sfida contro la capolista. Il tecnico grigiorosso fotografa con lucidità il momento e la caratura dell’avversario:
“Domani affrontiamo dei marziani. L’Inter gioca un calcio di altissimo livello e può contare su risorse praticamente illimitate. Sappiamo benissimo che tipo di partita ci aspetta, per di più in una fase in cui facciamo fatica a trovare continuità offensiva. Ritrovo Djuric e Maleh, ma a centrocampo ho fuori Bondo, Payero, Collocolo e Barbieri, mentre davanti restano indisponibili Moumbagna e Sanabria. Detto questo, partite così possono aiutarti a costruire una mentalità vincente: ti obbligano a stare sempre sul pezzo. In carriera non ho mai raggiunto una salvezza senza attraversare momenti di difficoltà”, ha detto.
All’andata Nicola aveva parlato di una gara “per imparare dai migliori”, chiusa poi con un netto 4-1 per l’Inter. A distanza di mesi, quella lezione ha lasciato qualcosa?
“Gli obiettivi fanno la differenza e, di conseguenza, anche le prestazioni. Ma il calcio è bello proprio per questo: se affronti certe partite con organizzazione, attenzione e ambizione, puoi crescere molto. Sono esperienze che aiutano“.
Cosa servirà per battere l’Inter secondo Nicola
Per provare a scalfire la pressione nerazzurra servirà più qualità nel palleggio o più velocità negli spazi?
“Serve tutto. Tecnica, corsa, ma senza perdere equilibrio. Contro una squadra come l’Inter devi occupare gli spazi nel modo corretto, altrimenti loro fanno bene qualsiasi cosa. Dovremo giocare al massimo, ma senza andare fuori giri”.
L’Inter è una squadra estremamente duttile dal punto di vista tattico: che tipo di Cremonese servirà?
“Collettivo e individualità devono convivere. L’Inter oggi è la migliore, ma noi dobbiamo avere il coraggio di mostrarci per quello che siamo“.
Infine, la scelta tra prestazione e risultato:
“Non separo le due cose. Quando fai una grande prestazione, il risultato può arrivare. Poi dipende anche da ciò che fanno gli altri. Per me fortuna e sfortuna non esistono”.
