Quando rientrano Barella e Calhanoglu. “Per quanto ne so io, Barella e Calhanoglu rientreranno in gruppo dopo la trasferta contro il Sassuolo“. Se a dirlo è Cristian Chivu, vale la pena crederci. E allora l’orizzonte per il pieno recupero dei due centrocampisti dell’Inter si sposta naturalmente a Inter-Juventus, in programma sabato 14 febbraio, giorno di San Valentino.
Ancora pochi giorni ai box, dunque, per due giocatori che fino a poco tempo fa sarebbero stati definiti senza esitazioni “titolari”. Ma in questa Inter, il concetto di titolarità è davvero ancora così rigido?
La gara di Coppa Italia contro il Torino fa storia a sé, certo: turnover massiccio, rotazioni inevitabili e spazio agli esperimenti, come da tradizione nella competizione. Eppure, le risposte arrivate sono state tutt’altro che banali. Anche senza Barella e Calhanoglu, il centrocampo nerazzurro ha continuato a funzionare, e in alcuni casi anche molto bene.
Zielinski ha preso in mano la regia con personalità, Sucic si è mosso da autentico tuttocampista, Mkhitaryan ha garantito equilibrio ed esperienza, Frattesi ha provato a incidere con i suoi inserimenti. Senza dimenticare Diouf, che tra qualche imprecisione e tanta generosità sta mostrando segnali di crescita evidenti: quando è in campo, vede la porta. E non è un dettaglio.
Con il Sassuolo ancora scelte limitate
Come sottolineato da Sport Mediaset, il calendario, però, non fa sconti. Gli impegni sono ravvicinati, intensi, e l’abbondanza diventa una necessità più che un lusso. Per questo Chivu accoglierà con favore il rientro di Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu. Avrebbero fatto comodo già contro il Sassuolo, avversario storicamente insidioso per l’Inter, ma ritrovarli contro la Juventus, alla vigilia dei playoff di Champions League, è probabilmente lo scenario migliore che lo staff nerazzurro potesse augurarsi al momento degli infortuni.
A Reggio Emilia, domenica, le scelte resteranno ancora limitate. La qualità, però, non mancherà. Superato anche questo ostacolo, Chivu potrà tornare a gestire rotazioni più ampie e soluzioni diverse.
Con una certezza: il “posto fisso” nel calcio moderno non esiste più. E in questa Inter, in particolare, non è garantito nemmeno se ti chiami Barella o Calhanoglu. Tutti sono utili, nessuno è davvero indispensabile. O quasi.
