Il pareggio contro la Fiorentina ha riacceso i riflettori su Nicolò Barella, finito al centro delle critiche dopo l’episodio che ha portato al gol di Ndour. Eppure, la sua partita era iniziata nel migliore dei modi, con l’assist perfetto per il vantaggio di Pio Esposito. Poi, però, qualcosa si è inceppato.
Errori tecnici, scelte sbagliate e un nervosismo crescente hanno accompagnato la sua prestazione fino alla giocata superficiale che ha spalancato la porta al pareggio viola. Un episodio che pesa, soprattutto in un momento in cui l’Inter fatica a ritrovare continuità e vede avvicinarsi Milan e Napoli.
Il tema, però, va oltre la singola partita. Da tempo Barella non sembra più lo stesso delle stagioni migliori. Meno incisivo in fase di recupero, meno dominante nei duelli, più portato a cercare giocate offensive piuttosto che a fare da filtro davanti alla difesa. Un’evoluzione che ha tolto equilibrio alla squadra, che oggi sembra sentire la mancanza del suo spirito più aggressivo.
I numeri raccontano comunque di un giocatore centrale nel progetto. In campionato ha saltato pochissime partite ed è stato quasi sempre titolare. Chivu continua a considerarlo imprescindibile, anche nei momenti più difficili.
Nelle poche gare in cui Barella non è partito dall’inizio, l’Inter ha sempre vinto
Eppure, un dato fa riflettere. Nelle poche gare in cui Barella non è partito dall’inizio, l’Inter ha sempre vinto. Un segnale da interpretare con cautela, anche perché si trattava di avversari di livello inferiore, ma che apre comunque a qualche riflessione sulla gestione delle energie. Sono 6 gare e 6 vittorie.
Non solo. In alcune di queste partite, Barella è risultato decisivo proprio entrando dalla panchina, portando qualità e lucidità nei momenti chiave. Un ruolo diverso, che potrebbe diventare una risorsa in questo finale di stagione.
La sosta arriva nel momento giusto. Può essere l’occasione per ricaricare energie e ritrovare serenità. L’Inter ha bisogno del suo centrocampista simbolo, ma soprattutto della sua versione migliore: quella capace di recuperare palloni, alzare i ritmi e trascinare la squadra con intensità.
Perché il vero Barella non è quello delle giocate leziose, ma quello che non si tira mai indietro. E ora più che mai serve ritrovarlo.

