Pandev. Il ricordo dell’Inter è ancora vivissimo nella memoria di Goran Pandev, uno degli eroi del Triplete del 2010. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante ha raccontato emozioni e retroscena legati alla sua esperienza nerazzurra, a partire dal momento in cui finalmente riuscì a sbarcare a Milano dopo anni di attesa.
Il macedone ha spiegato quanto fosse forte il suo legame con il club già da giovane: “C’erano Ronaldo e Vieri, ti dicevano come passargli il pallone. A San Siro, in tribuna, pensavo che avrei dovuto giocare lì“, ha raccontato.
Pandev: l’arrivo con Mourinho e la cavalcata verso il Triplete
La svolta arrivò nel gennaio 2010, quando José Mourinho decise di puntare subito su di lui nonostante un lungo periodo senza partite ufficiali. “Mourinho mi schierò subito titolare contro il Chievo. Non giocavo da sei mesi, a malapena conoscevo gli altri, ma andò bene“, ha ricordato Pandev, sottolineando la fiducia immediata ricevuta dall’allenatore portoghese.
Quella stagione si trasformò poi in qualcosa di storico. Pandev ha rivelato anche la grande sicurezza che regnava nello spogliatoio prima della finale di UEFA Champions League contro il Bayern: “Eravamo sicuri di battere il Bayern. Dopo aver eliminato il Barcellona più forte di sempre cos’altro avremmo potuto fare?“.
A rendere speciale quel gruppo, secondo l’ex attaccante, era soprattutto l’atmosfera unica che si respirava ad Appiano Gentile: “Mangiavamo la carbonara a pranzo prima delle partite. Alla Lazio mangiavo bresaola e rucola, ad Appiano ognuno faceva ciò che voleva“, ha raccontato con un sorriso, aggiungendo: “Alla Pinetina l’importante era non sgarrare in allenamento“. Un clima informale ma estremamente competitivo che, insieme alla guida di Mourinho, contribuì a costruire una delle squadre più vincenti della storia nerazzurra.

