Open VAR. Tra gli episodi più discussi dell’ultimo weekend di Serie A c’è stato il cartellino giallo sventolato a Hakan Calhanoglu per un fallo tattico su Caleb Ekuban, involatosi verso la porta difesa da Sommer. L’episodio ha suscitato molte discussioni perché Ekuban era appunto lanciato verso la porta, ma l’arbitro ha deciso per l’ammonizione e non per il rosso. La vicenda è stata ricostruita durante Open VAR su DAZN, chiarendo le motivazioni della decisione.
L’arbitro Fabbri già in campo aveva spiegato la sua scelta: “Ve lo spiego, perché in realtà non è proprio l’ultimo e in più va di là ed è lontano“. In altre parole, Ekuban aveva ancora parecchi metri da percorrere prima di trovarsi a tu per tu con il portiere, e quindi il fallo non rientrava nei parametri per un’espulsione diretta.
Open VAR: mancavano diversi parametri per il rosso
Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha spiegato i parametri utilizzati per valutare il DOGSO (Denied Obvious Goal-Scoring Opportunity, ossia l’occasione da rete manifesta): “La decisione è corretta in campo: e quando decidono bene in campo diventa tutto più semplice. Fanno giustamente la scelta dei parametri del DOGSO: ne potresti avere uno qua, che è il controllo del pallone perché rimarrebbe nella sua disponibilità. Ma gli altri, direzione, distanza e recupero sugli avversari, nessuno di questi può portare al DOGSO, decisione sicuramente corretta“.
Rocchi ha inoltre sottolineato l’importanza della chiarezza dell’arbitro: “Quando sento l’arbitro spiegare un episodio così chiaramente è perché ha le idee chiare: non sempre lo fanno perché non sempre hanno la certezza della decisione assunta“.

