Nuovo stadio San Siro. Il futuro di San Siro è ormai segnato: la Giunta di Milano si prepara a dare l’ok alla vendita dello storico stadio, aprendo la strada al nuovo impianto che ospiterà Inter e Milan. Dopo anni di incertezze e rinvii, il progetto inizia a prendere forma, con una certezza su tutte: lo stadio avrà una capienza di 71.500 posti e sarà firmato da una delle archistar più rinomate al mondo, Sir Norman Foster.
Il nuovo quartiere sportivo e commerciale sorgerà su un’area di 280mila metri quadrati, che ospiterà non solo lo stadio ma anche un centro commerciale, uffici, hotel, parco urbano, museo, medical center e il club store ufficiale. Un progetto che rivoluzionerà l’intera zona, portando con sé investimenti miliardari e un impatto significativo sull’economia lombarda: 3 miliardi di euro stimati in fase di costruzione e 2,7 miliardi l’anno durante la gestione operativa.
La “Cattedrale” ideata da Populous e ispirata al Duomo di Milano diventa un ricordo. Il nuovo stadio si distinguerà per linee moderne, tecnologia avanzata e soluzioni pensate per il comfort dei tifosi. La priorità sarà la comodità e l’accessibilità: gradinate più profonde, sedute larghe con schienali, settori dedicati alle famiglie e accessi totalmente fruibili anche per persone con disabilità.
Nuovo stadio San Siro, più aree verdi e esperienza più immersiva
Lo stadio del futuro punterà su un’esperienza digitale e sicura:
- Riconoscimento facciale ai varchi per velocizzare l’ingresso.
- Telecamere di ultima generazione per garantire la sicurezza interna.
- Megaschermi e aree ristoro potenziate, per trasformare l’evento calcistico in un’esperienza immersiva.
- Tribune più vicine al campo, nel pieno rispetto delle normative UEFA, per aumentare il coinvolgimento dei tifosi.
La nuova casa di Inter e Milan guarda anche al futuro dell’ambiente. Le aree verdi, rispetto al progetto 2022, aumenteranno da 107mila a 148mila metri quadrati, rendendo lo stadio un modello di sostenibilità urbana.
Il via libera della Giunta rappresenta un passaggio cruciale in un iter complesso e spesso definito “kafkiano”. Ma ora le due società vedono più vicino il traguardo: avere finalmente un impianto moderno, competitivo e capace di garantire ricavi in linea con i top club europei.
