Il debutto del nuovo pallone della Serie A arancio fluo ha scatenato una protesta inattesa ma più che fondata: quella dei tifosi daltonici, che nel weekend hanno denunciato enormi difficoltà nel seguire l’azione durante le partite. Una vera e propria “richiesta d’aiuto”, come l’ha definita Stefano Cecchi, lui stesso daltonico, che ha raccontato le sue difficoltà nel vedere il pallone durante gli incontri dell’ultima giornata a Radio Sportiva.
Il caso è esploso sui social dopo il suo intervento, diventato virale. Cecchi ha spiegato come il nuovo pallone fluo, pensato per migliorare la visibilità in condizioni invernali, stia in realtà penalizzando una fascia di pubblico spesso dimenticata.
“Non è una polemica, è una disperata richiesta d’aiuto. Io sono daltonico. Sabato accendo il televisore per Cagliari-Genoa e non vedo il pallone. Quel pallone arancione, finché va piano lo vedo, ma quando accelera o ci sono le mischie lo perdo. In Fiorentina-Juventus non ho visto la traversa di Kean e nemmeno il gol di Mandragora. Ho scoperto che tanti daltonici come me non vedono la partita e si perdono la palla. Ve lo chiedo in ginocchio, tornate a un pallone che si vede. A chi dava noia il pallone bianco o giallo?”.
Un appello diretto alla Lega Serie A, chiamata a valutare l’impatto reale di una scelta cromatica che, almeno per ora, sta creando più problemi che vantaggi.
Il problema del daltonismo e i colori “critici” per la visione
Il daltonismo colpisce circa l’8 per cento della popolazione maschile e l’1 per cento di quella femminile. Il colore arancio fluo, soprattutto in combinazione con campi illuminati artificialmente o con maglie dai toni affini, può risultare poco percepibile o addirittura indistinguibile per chi soffre di alterazioni nella visione dei rossi e dei verdi – le forme più comuni.
In queste condizioni, il pallone diventa “invisibile” nelle fasi veloci o nelle aree affollate, rendendo l’esperienza televisiva frustrante e fortemente limitata.
La Serie A verso un possibile passo indietro?
La Lega non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma il dibattito è ormai aperto e destinato ad accendersi nelle prossime settimane. La richiesta, da più parti, è semplice: tornare a un pallone bianco o giallo, colorazioni universalmente più visibili e già sperimentate con successo in passato.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione un tema spesso trascurato: l’accessibilità nello sport, anche a livello televisivo. Un pallone che non si vede non è un dettaglio estetico, ma un ostacolo concreto alla fruizione di una partita da parte di migliaia di tifosi.
