Marcus Thuram ha parlato a Made in Italy – International Main Partner Lega Serie A, un progetto di comunicazione internazionale, parlando soprattutto di Milano dopo il suo arrivo all'Inter la scorsa estate: "La città ha una profonda passione per il calcio, è un sogno. Una gioia, incarna la mia vita. Fin da quando ero bambino, ho respirato calcio grazie a mio padre". Gli amici a Milano. "Dimarco è il milanese per eccellenza. Ho un aneddoto su di lui, probabilmente era il mio primo mese a Milano. Andai a mangiare in un ristorante, a mattina dopo, arrivato all'allenamento, Dimarco mi chiese perché fossi andato lì. Rimasi sorpreso dal fatto che sapesse che ero andato lì, poi mi rispose: 'Questa è la mia città, so tutto quello che succede qui". Il rapporto con Lautaro. "Il mio rapporto con Lautaro si è sviluppato in modo molto naturale, sapevo già che è un grande attaccante. Non vedevo l'ora di giocare al suo fianco una volta arrivato all'Inter, sapevo che avremmo potuto fare grandi cose. Sono rimasto sorpreso perché si è dimostrato molto gentile con me. Anche se in campo può sembrare serio, qualche volta anche un po' arrabbiato e cattivo, fuori scherza sempre. E' un super capitano". Milano e i tifosi. "I giorni delle partite sono come i giorni degli spettacoli, un po' come i concerti per i cantanti. E' il giorno in cui incontriamo i tifosi allo stadio, San Siro è uno stadio come nessun altro con 75mila persone che tifano fa sicuramente la differenza. Se dovessi scegliere il mio giorno preferito della settimana, direi il giorno della partita". Un momento speciale all'Inter "Il gol contro il Milan, quello dell'andata. Molto speciale anche il secondo gol del ritorno ma ormai la stagione era quasi finita e la gente mi conosceva già. Ma prima di quel gol si cercava ancora di capire chi fosse realmente Marcus Thuram, quanto fosse forte. Segnare così presto nella stagione, e in quella partita in particolare, ha creato un forte legame tra me e tifosi".
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