Inter e giocatori passati al Milan. Le vie del calciomercato, si sa, sono infinite e le possibilità di cambiare maglia nell’arco della carriera di un giocatore sono molto alte. Chi sceglie di voler cambiare aria per trovare maggiore spazio, chi per realizzare il sogno di giocare nella squadra che ha sempre tifato e chi, per lo più, è allettato dall’idea di veder sempre più gonfio il portafoglio. Il tutto senza pensare alle conseguenze che, in epoca social, potrebbero investire la propria reputazione e condizionare il rendimento. Il Derby di Milano è un evento affascinante, carico di significato e capace di suscitare emozioni intense. Il 22 aprile, giorno dell’ultimo derby della stagione 2023-2024, sarà per sempre ricordato come l’anniversario della seconda stella nerazzurra, esultanza allo stato puro per i milioni di cuori nerazzurri sparsi per tutta Milano. Nel tempo, molti campioni si sono affrontati in questa partita storica, con numerosi protagonisti schierati da ambo le parti con entrambe le casacche nel corso degli anni.

Da Ronaldo a Vieri fino a Meazza

Alcuni anni fa, l'idea di vedere Romelu Lukaku con la maglia del Milan sarebbe sembrata assurda ai tifosi. Nella mente dei tifosi della Beneamata resterà a lungo impresso il ricordo del tradimento dell'ex ariete belga che condusse l'Inter di Antonio Conte al suo 19°scudetto. Le voci di mercato vorrebbero la società di Via Aldo Rossi prossima a un nuovo tentativo di acquisto di Big Rom, dopo le chiacchierate della scorsa estate che l'agente del giocatore, Sebastien Ledure, prima con la Juventus e poi con il Diavolo. "Se in futuro ti chiamasse la Juventus o il Milan? ... Mai, mai, mai", queste le parole che Lukaku aveva rilasciato a un'intervista a Sky Sport nel 2021; tuttavia, oggi, la realtà è diversa. Dopo l'addio burrascoso all’Inter, i 21 gol in 42 presenze con la maglia della Roma nell'ultima stagione, il nazionale fiammingo potrebbe davvero fare ritorno a Milano, ma questa volta vestendo i colori rossoneri. Il Milan sta seriamente considerandone l'acquisto, per cui c'è da fronteggiare la concorrenza del Napoli di Antonio Conte e non si tratta di un semplice rumor estivo, ma di una possibilità concreta che richiama storie già viste nel passato, soprattutto per quanto riguarda i grandi attaccanti. L'intrigo di mercato che potrebbe vestire Lukaku di rossonero ha origini centenarie e la lista dei passaggi da una sponda all'altra del Naviglio è ricca di nomi che hanno segnato la storia del calcio. A inaugurare il cambio dall'Inter al Milan fu colui che ha dato il nome all'impianto cittadino conosciuto come "La Scala del Calcio". Lo stadio di San Siro è stato intitolato al grande Giuseppe Meazza, noto come Balilla o Peppìn, in dialetto milanese, che per 14 anni ha calcato in maglia nerazzurra l'erba del teatro sorto tra l'agosto del 1925 e il settembre del 1926, segnando 197 gol e vincendo per tre volte la classifica dei cannonieri (1930, 1936, 1938). Nel 1939, Meazza iniziò a declinare a causa del problema del "piede gelato," un blocco dei vasi sanguigni del piede sinistro, che lo fermò per oltre un anno e che gli consentì di tornare a giocare nell'autunno del 1940, con il Milano (nome di natura politica acquisito dai rossoneri), ma l'infortunio lo aveva ormai compromesso e non era più il campione di un tempo. Scomodando il quarto miglior marcatore della storia della Serie A italiana, l'elenco prosegue con due mostri sacri del pallone che in epoche diverse hanno vestito nerazzurro, con risultati ben diversi, prima di firmare il proprio Patto col Diavolo. Zlatan Ibrahimovic e Ronaldo Luis Nazario da Lima (più semplicemente Il Fenomeno) hanno scritto rispettivamente il proprio nome negli almanacchi di Inter e Milan. L'attaccante svedese, 156 gol in Serie A, in nerazzurro dal 2006 al 2009 con tre scudetti, prima di partire in direzione Barcellona. L'esperienza catalana si rivela un flop e l'anno successivo Adriano Galliani lo porta a Milanello, contribuendo alla vittoria dei rossoneri dello Scudetto 2010-2011 e della Supercoppa Italiana, in finale proprio contro l'Inter. Tutt'altra storia l'esperienza di Ronaldo a Milano: arrivato come un extraterrestre, e da Pallone d'Oro in carica, viene presto messo fuori causa da problemi fisici che gli permettono di essere decisivo solo nella stagione 1997-1998 quando l'Inter conquistò la Coppa Uefa riscattando la sconfitta e le polemiche sorte dopo la gara decisiva per lo scudetto contro la Juventus. Il fenomeno brasiliano, stanco degli insuccessi nerazzurri dopo il 5 maggio 2002, dopo la parentesi al Real Madrid, tornò sotto la Madonnina ma con la maglia del Milan in cui si tolse la soddisfazione di segnare un gol nel suo primo derby con il Diavolo, sebbene l'anno successivo l'ennesimo grave infortunio lo costringerà ad abbandonare la Serie A. Il percorso da Appiano Gentile a Milanello è relativamente breve ed è stato compito anche da giovani esplosi nel settore giovanile o acquistati a suon di miliardi. Mario Balotelli è stato forse il prodotto migliore uscito dal vivaio dell'Inter negli ultimi 20 anni; Super Mario esordisce a 17 anni grazie a Roberto Mancini e si afferma come uno dei profili più promettenti della Serie A, arrivando a conquistare il Triplete con Josè Mourinho ma i problemi comportamentali dell'attaccante si riveleranno decisivi per la sua uscita dal campionato italiano. Il Milan punterà su Balotelli dopo l'esperienza in Premier League in cui il classe 1990 segnerà 33 reti in 77 presenze. Se riportiamo indietro l'orologio del calcio italiano fino all'estate 2005, troveremo un bomber, forse il bomber per eccellenza di quegli anni: Christian Vieri, passato direttamente dall'Inter al Milan per trovare continuità in vista dei Mondiali 2006 in Germania. L'esperienza di Bobo in rossonero è da dimenticare; dopo 123 gol con l'Inter, Vieri viene ceduto al club rossonero ma la sua avventura dura solo 6 mesi tra infortuni e un solo gol in campionato. Ora non resta che attendere e lasciare spazio alle trattative. Ci sarà un nuovo cambio di sponda a Milano, con Romelu Lukaku in maglia rossonera e totalmente distaccato dall'Inter o resterà solo un'illusione generata dalle continue voci di mercato?
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