Napoli Inter. Si ferma a 7 la striscia di vittorie consecutive dell’Inter di Cristian Chivu. I nerazzurri escono sconfitti dalla sfida del Maradona dopo un ottimo inizio, dove hanno sfiorato il vantaggio prima con Bastoni da angolo e poi con Lautaro, che a tu per tu con Milinkovic Savic lo colpisce in pieno dopo che Barella aveva sporcato l’appoggio di Spinazzola in favore del proprio capitano.
Il Napoli, dopo un timido squillo con Gilmour da fuori, alza leggermente la pressione nei minuti immediatamente successivi, attimi che porteranno al penalty per il Napoli poi trasformato da De Bruyne – che si è infortunato calciando – per l’1-0 partenopeo. Intervento di Mkhitaryan – anche lui infortunatosi sull’episodio del rigore – giudicato falloso su Di Lorenzo, ma le polemiche non aspetteranno molto per scatenarsi in serata e nella prossima mattinata: rigore leggero, forse troppo, con la rabbia dei nerazzurri che si acuisce per la modalità del fischio. Mariani in un primo momento lascia correre, poi dopo 15 secondi è il suo assistente a richiamarlo sul capovolgimento di fronte nerazzurro. E attenzione, non il VAR, ma è l’assistente di campo che si prende la briga di concedere il penalty: sicuramente un unicum che farà parlare e pensare.
Napoli Inter: secondo tempo a tinte azzurre
Nella ripresa il Napoli ha un altro piglio, e la difesa nerazzurra si fa trovare scoperta dopo soli 10′, con Spinazzola che lancia McTominay a tu per tu con tutta la retroguardia posizionata a dir poco indecentemente. Lo scozzese fa rimbalzare e poi fulmina Sommer con un siluro al volo all’angolino opposto. Reazione immediata degli uomini di Chivu, Lautaro svetta di testa e Buongiorno para: rigore, dal dischetto lo specialista Calhanoglu spiazza l’altrettanto specialista Milinkovic Savic.
Poteva esserci partita, ma dopo soli 7′ l’Inter è troppo timida su una rimessa laterale a 50 metri dalla porta, con Neres che con un gran tocco lancia Anguissa verso Sommer, il camerunese non ha un passo migliore rispetto ai nerazzurri che rincorrono, ma basta per rendere vano ogni tentativo di intervenire: altro tiro di prepotenza che si insacca in rete, con il 3-1 che chiude di fatto la partita.
Napoli Inter: debriefing
L’Inter esce sconfitta, ma almeno l’imprinting al match è stato di quelli da grande squadra. Meno la mentalità dopo la probabile ingiustizia subita, con l’Inter che sembra aver perso il suo piglio dopo l’episodio. Il secondo tempo è timido, con il Napoli perennemente in controllo fatta eccezione per quei pochi minuti tra le firme di Calhanoglu e Anguissa. È anche sfortunata la squadra di Chivu, con una traversa colpita da Bastoni e un palo da Dumfries in chiusura della prima frazione.
Ora, non bisogna farne un dramma, ma solamente archiviare in fretta la delusione e ripartire dai due splendidi mesi di settembre e ottobre, che nessuna sconfitta – neanche una di questo tipo e di questa importanza – possono scalfire o cancellare. La strada è lunga, ma il fuoco e lo spirito di appartenenza per andare avanti e per lottare l’Inter li ha, e lo scontro di Lautaro con Conte è l’esempio lampante: la sfida si sente e non la si vuole perdere.
