Il fallimento Azzurro continua a scuotere l’opinione pubblica, trovando voce nelle riflessioni amare di Massimo Moratti. L’ex patron dell’Inter, ai microfoni di Napoli Network, non ha usato giri di parole per descrivere il momento: “La terza mancata qualificazione ai Mondiali è un pensiero che ci attanaglierà per giorni. Il K.O. in Bosnia è una botta bestiale per il movimento calcistico italiano“. Secondo Moratti, il calcio è parte integrante del tessuto nazionale e un’assenza così prolungata dal palcoscenico iridato rappresenta una ferita profonda per tutti.
L’analisi si è poi spostata sulla gestione della crisi e sulle possibili conseguenze ai vertici della FIGC. Moratti ha lanciato un messaggio chiaro a Gabriele Gravina: “Quando ti va male, istintivamente dovresti fare un passo indietro. Chiedere scusa è una prova di forza, non di debolezza“. Pur riconoscendo le capacità comunicative del presidente, l’imprenditore milanese suggerisce che un segnale di rottura sarebbe necessario per onorare il DNA calcistico del Paese.
Critiche tecniche e visioni per il futuro
Entrando nel merito della sfida persa ai rigori, Moratti ha espresso dubbi sulla scelta di affidare il primo penalty al giovane talento nerazzurro: “Ritengo sia stato un errore far calciare il primo rigore a Pio Esposito. Gestire quel momento da un punto di vista emotivo deve essere stato terribile“. Pur elogiando le doti del ragazzo, ha messo in guardia dai paragoni eccessivi che rischiano di bruciare le giovani promesse in momenti di estrema pressione.
L’ex presidente, per concludere, ha rivolto lo sguardo alla struttura stessa del nostro calcio, appoggiando in parte le recenti provocazioni del Napoli sulla riforma dei tornei. “Le parole di De Laurentiis? Su un punto ha ragione: il campionato a 16 squadre sarebbe certamente più interessante“, ha dichiarato Moratti, convinto che una riduzione del numero di partecipanti potrebbe aumentare la competitività e lo spettacolo, aiutando il movimento a uscire dalle sabbie mobili in cui è sprofondato.

