Gary Medel, storico volto della nazionale cilena ed ex difensore di Inter e Bologna, ha raccontato nel podcast Más que titulares alcuni episodi che hanno segnato la sua vita fuori dal campo. Tra questi, un grave incidente avvenuto nel 2009 a Viña del Mar, quando si addormentò alla guida mentre si recava a un allenamento: “Grazie a Dio non c’erano auto, sono volato via senza un graffio“, ha ricordato.
Il tema dell’alcol ritorna nei suoi ricordi giovanili, legati al periodo successivo ai Mondiali Under 20. Medel ha ammesso che in quegli anni viveva per ubriacarsi, spinto anche dalle frequentazioni con gli amici. La svolta arrivò quando fu fermato dalla polizia in stato di ebbrezza: da quel giorno decise di non bere più: “In realtà l’alcol non mi è mai piaciuto. Non bevo più da allora“, ha spiegato, sottolineando come quella scelta sia stata fondamentale per la sua carriera.
Medel tra peso delle radici e dolore della perdita
Non solo calcio: Medel ha parlato anche delle difficoltà affrontate in famiglia. Ha raccontato del padre, ricoverato da oltre un anno per problemi di dipendenza, ma che sta mostrando segni di miglioramento. “Saremo sempre al suo fianco“, ha detto con orgoglio. Un pensiero che si intreccia al ricordo della madre scomparsa, una figura centrale nella sua vita: “Era il pilastro della famiglia, grazie a lei sono quello che sono. Dopo la sua morte tutto si è disperso“.
Con la voce rotta dall’emozione, il Pitbull ha ammesso di piangere spesso pensando a lei: “Non mi vergogno, ma porta bei ricordi. È per mia madre che piango sempre di più“. Dietro l’immagine di guerriero implacabile, l’ex Inter Medel ha mostrato la sua fragilità, confermando come la sua storia sia fatta non solo di battaglie sul campo ma anche di scelte difficili, redenzione e amore incondizionato per la famiglia.
