Marotta e Scaroni. Beppe Marotta e Paolo Scaroni hanno discusso del futuro dello stadio di San Siro durante l’evento della RCS Academy dedicato alle nuove sfide del settore sportivo. Il Presidente dell’Inter ha ricordato il valore affettivo del Meazza, spiegando però che “il romanticismo deve andare di passo con la modernità e l’innovazione“. Ha raccontato come negli anni sessanta lo stadio fosse un luogo completamente diverso, molto meno regolamentato, sottolineando quanto oggi sia impossibile immaginare condizioni simili. Scaroni ha confermato che negli anni è cambiata la percezione del pubblico: “Ho visto un cambiamento dell’opinione generale sul Meazza. All’inizio dicevo ‘è bellissimo, ma è vecchio’ e la gente diceva “a noi piace il Meazza“.
Nel dialogo è emerso anche uno dei punti più delicati: l’eventuale demolizione della struttura. Scaroni ha chiarito che “ne butteremo giù una parte, non tutto“, convinto che la nostalgia per l’impianto storico svanirà quando i tifosi potranno godere di uno stadio nuovo, più funzionale e capace di garantire un’esperienza superiore. Marotta ha ribadito che il passato “è un contenitore di valori“, ma che oggi San Siro non risponde più alle necessità del calcio moderno, ribadendo l’importanza di un’infrastruttura adeguata.
Marotta e Scaroni: le sfide del calcio italiano e il ruolo delle proprietà americane
Marotta ha poi affrontato i problemi strutturali del sistema calcistico nazionale, chiedendo unità in vista del Mondiale e sottolineando l’emergenza economica che ha portato al fallimento di 180 società negli ultimi 25 anni. Ha parlato dell’esigenza di sostenere il diritto allo sport, ricordando che molte famiglie non riescono a coprire le spese delle giovanili e che “anche il mondo del settore giovanile per vivere deve far pagare le rette ai ragazzini“. Scaroni ha posto l’accento sull’impatto delle normative, dalla pubblicità delle scommesse alla pirateria, e sugli effetti pesanti del Covid, affermando che “del calcio nessuno ha voluto occuparsi” in quel periodo critico.
Entrambi hanno poi riconosciuto il ruolo chiave delle proprietà americane. Scaroni ha spiegato che avere un fondo con esperienza internazionale permette al Milan di affrontare con competenza progetti complessi come il nuovo stadio, ricordando che RedBird ha già investito 250 milioni e ha chiuso bilanci in profitto. Marotta ha espresso un giudizio analogo su Oaktree.
