Il “Falco” è tornato a volare. Mario Ferri, 38 anni, pescarese noto in tutto il mondo per le sue clamorose invasioni di campo a sostegno di cause sociali, ha fatto nuovamente parlare di sé. L’ultimo episodio è andato in scena allo stadio Ullevaal di Oslo, dove è entrato sul terreno di gioco indossando la sua storica maglietta blu con il simbolo di Superman e la scritta “Free Gaza”.
Un gesto simbolico, come da tradizione, ma che questa volta gli è costato caro: Ferri è stato fermato dalle forze dell’ordine e portato in ospedale per una ferita alla mano, riportata durante l’intervento della sicurezza. Fortunatamente, dopo le cure, è stato rilasciato senza particolari conseguenze e non era scontato visto che sui tetti c’erano cecchini dell’esercito israeliano più altri componenti della sicurezza israeliana a bordo campo. Negli spogliatoi infatti pare ne sia scaturita anche una colluttazione.
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Chi è Mario Ferri, “il Falco” delle invasioni di campo
Il nome di Mario Ferri non è nuovo agli appassionati di calcio e cronaca. La sua prima apparizione risale al lontano 2005, durante un Pescara–Sambenedettese, quando fece irruzione in campo per chiedere la convocazione di Antonio Cassano in Nazionale. Da allora, Ferri ha costruito un vero e proprio “curriculum” di invasioni in stadi di tutto il mondo, spesso legate a messaggi di pace, libertà o solidarietà.
Indimenticabile la sua invasione ai Mondiali del 2022 in Qatar, durante Portogallo–Uruguay, quando mostrò al mondo una bandiera arcobaleno e un cartello con le scritte “Save Ukraine” e “Respect for Iranian Women”. Un gesto che gli costò l’arresto, dal quale fu liberato solo dopo l’intervento del presidente della FIFA, Gianni Infantino.
Negli ultimi anni, il “Falco” aveva messo da parte le sue celebri incursioni per dedicarsi ad attività umanitarie. Ferri ha operato in Africa, Ucraina, Turchia e Palestina, portando aiuti e sostegno concreto alle popolazioni colpite da guerre o disastri naturali.
Il suo ritorno in campo, dunque, non è stato solo una provocazione, ma l’ennesimo atto di attivismo internazionale, coerente con la sua storia e il suo impegno sociale.

