La lesa maestà, dal latino crimen laesae maiestatis, indica storicamente un reato grave contro la suprema dignità dello stato o del sovrano.
In pratica qualsiasi azione diretta a colpire la sicurezza, l’onore o la sovranità di chi detiene il potere.
La sera di San Valentino al Meazza, più per la festa degli innamorati, ci ha ricordato la strage di San Valentino, il 14 febbraio 1929, in cui la banda di Al Capone a Chicago prese il potere nella città, massacrando la banda rivale del gangster George “Bugs” Moran!
Tra ripicche di innamorati traditi, e coloro che hanno lasciato a casa la rispettiva compagna, per assistere al derby d’Italia, incuranti delle pesanti ritorsioni, possono dire di aver goduto di una vittoria storica, per modalità e significato!
Io ho una moglie meravigliosa, che dalla stagione 1998/99, anno in cui da Milano partivo al sabato per Maranello, e tornavo la domenica all’alba per andare a vedere l’Inter, non mi ha mai messo in difficoltà per andare allo stadio.
Anche questa volta mi ha dimostrato il suo amore, permettendomi di manifestare il mio per il nerazzurro. Ergo si parte in un pomeriggio umidissimo e piovoso, direzione Meazza, per la resa dei conti!
Per la verità, almeno per il sottoscritto, milanese di nascita, la madre di tutte le partite è solo il derby, la partita contro i zebrati è sicuramente sentita ma non quanto la stracittadina.
Mentre per il resto del mondo a sud di Porta Genova, la partita per eccellenza è contro di loro.
Tante, troppe, e incrostate le ruggini, di decenni di polemiche, arroganza e ruberie, furti continuati e sudditanza, psicologica e sul campo, che hanno sicuramente reso questo incontro, una battaglia molto oltre il calcio. Forse sarebbe opportuno, raffreddare gli animi, anche se penso ormai sia troppo tardi. Per citare uno dei miei film culto, “Holligans” quando racconta allo yankee la rivalità tra Millwaal e West Ham, parla di un qualcosa più simile al conflitto tra Israeliani e Palestinesi, nel film una battuta, nella realtà una vera tragedia, ma che rende l’idea.
In questa domenica gioiosa, proverò ad analizzare il perché di questo odio incontrollato, perché questi veleni, perché questo conflitto insanabile, che lascia il fuoco sotto la cenere, sempre pericolosamente attivo.
L’altro ieri abbiamo assistito ad una picconata al diritto esclusivo di rubare, un ribaltamento per loro inaccettabile quanto doloroso. Un’applicazione calcistica dirompente, della classe operaia che va in paradiso, perché per una maledetta volta, la Ferrari bianconera, che ci sfreccia di fianco e ci deride, buca clamorosamente, e la nostra modesta utilitaria, la supera e arriva al traguardo.
Abbiamo assistito ad un atto di giustizia, o di Karma, una riproposizione sul campo di calciopoli, ferita ancora aperta per loro, che ancora pensano sia stato un complotto del sistema. Come pensano alcuni che ritengono il Var, un sistema per impedire alla juve di vincere.
Dopo anni di frecciatine, su di noi parenti poveri di una nobiltà calcistica, quando ci era vietato di sedere al tavolo dei grandi, e i poteri forti si dividevano la torta, lasciandoci solo poche, sporche briciole sul pavimento. Ricordo le battutine che arrivavano da Torino su Pellegrini, del tipo il mio cuoco ha comprato l’Inter, come ricordo le frasi di Moggi, sui suoi sogni che ci vedevano sempre sconfitti. Ricordo bene Luigi Simoni e Ceccarini, come i furti continuati di quegli anni, ai nostri danni, ma anche nei confronti di Milan, Roma, Fiorentina, Napoli, e chiunque avesse il coraggio di confrontarsi con loro. Ricordo bene dai Brio, ai Gentile e Furino, fino ai Montero, Bonucci e udite udite, il Chiello di turno, un lupo travestito da agnellino che oggi parla di calcio finito, come se tutti noi fossimo atterrati ieri da un altra galassia lontana. Ricordo molto bene i Nedved, gli Inzaghi e i Cuadrado, come ricordo il fallo all’andata su Bonnino, prima del loro vantaggio. Ma allora andava tutto bene.
Quello che ha reso la partita di ieri sera una coltellata nel loro fegato, è stato che per una volta, una maledetta ma illuminante volta, siamo stati noi i furbi, gli scorretti, coloro che hanno applicato il loro mantra “vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta”. Ebbene sì…. Alessandro Bastoni, che avrà per l’eternità la mia stima, il mio affetto e la mia considerazione, ha simulato, al limite della sportività, anzi diciamolo pure… oltre! Sentendosi toccato con la mano galeotta di Kalulu, ha decisamente accentuato la caduta traendo in inganno il buon La Penna. Insopportabile che per una volta, si sia ribaltato il diritto loro per nascita, per lignaggio e per tradizione, di frodare impunemente il sistema al loro servizio.
Ma come si è permesso, fuciliamolo per alto tradimento e per il reato gravissimo di lesa maestà.
Parleremo solo di questo, ovviamente, il vantaggio che abbiamo avuto in maniera SCORRETTA, è stato inequivocabile. Questo oscura, almeno secondo loro, le occasioni clamorose, compreso doppi pali o salvataggi sulla linea di un Bremer enorme.
E non si parlerà del loro portiere, e dei due barra tre miracoli su Chala e su Bisteccone, nemmeno delle occasioni colossali di Lauti nel primo tempo e di Dimash nel secondo.
Come del resto non si parlerà nemmeno, della coraggiosa prestazione della vecchia bagascia, messa molto bene in campo, grintosa e cattiva su ogni pallone. Mentre noi, siamo stati comunque contratti e macchinosi, e che abbiamo sicuramente risentito del peso di una serie di scontri negativi con le Big, nonostante le buone prestazioni.
Dovevamo toglierci questa tara mentale, e con questa vittoria, spero vivamente di aver passato il guado!
Non si parlerà della prestazione sottotono delle nostre punte, e di qualche palla persa di troppo, come della narcolessia della difesa e della Luisella nell’azione del loro primo pareggio. E non si parlerà nemmeno della forza dirompente di Pionostro, che frusta in rete il solito assist meraviglioso di Dimash, e nemmeno di Zielo, superstar, controllo e tiro di sinistro che inchioda Di Gregorio e fa esplodere il Meazza come non si vedeva da tempo.
Tutto dimenticato, mentre sui social che intasano il profilo di Basto, con minacce personali vergognose, i soliti leccaculo spargono veleno, invocando squalifiche per slealtà sportiva, e allontanamento dalla nazionale per punizione. Dimenticandosi, nell’omertà generale e ipocrita, di tutte le pocherie commesse proprio dal Chiellini, che ora ci da persino lezioni sulla morale.
Ma come mai si è permesso Alessandro di fare quello che doveva essere concesso solo ed esclusivamente ai nostri? Di simulare e di ingannare l’arbitro, abominio e sacrilegio! Mettiamolo subito al rogo per aver osato tanto! Mentre i gufetti e i ratti rossoneri e partenopei, urlano allo scandalo….
Dimenticandosi di Pjanic e di Muntari… altra memoria cortissima, hanno già prontamente archiviato le recentissime furbate di Vergara e di Saelemaekers, perché quelle andavano bene.
Carissimo Ale l’hai fatta proprio grossa stavolta, un minimo, esiguo, infinitesimo, parziale risarcimento, di tutto il sudiciume che ci hanno fatto ingoiare in questi anni. Ma la cosa che mi fa impazzire è leggere i commenti deliranti degli intertristi, che si lamentano e che si vergognano di vincere cosi! Magari non hanno visto la partita, tra crocerossine mancate, e pretini da tastiera, non parlano altro di gesto vergognoso, da non far vedere ai bambini. Perché se lo facciamo noi è un abominio, se lo fanno gli altri fa parte del calcio.
Sapete cosa c’è….lo scrivo e lo sottoscrivo, non sono leale, non sono sportivo, non sono corretto… ma che volete non sono nemmeno giornalista e non prendo un euro per quello che scrivo, ma vincere così, come hanno fatto loro per decenni, e come fanno tutti, dopo uno scudetto che ci hanno clamorosamente scippato la scorsa stagione, mi da una enorme soddisfazione.
Per una volta tocca a voi il Maloox, spero ancora per tante domeniche.
ALESSANDRO BASTONI SANTO SUBITO.
Marcia Avanti

