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martedì, Febbraio 10, 2026

Lacrime, veleni e tortellini

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Di Flavio Verzola.

Primo editoriale del 2026, relativo alla prima partita dell’anno. E non vi nascondo una certa ansia, quello che succede nei primi giorni del nuovo anno, scaramanticamente condiziona tutta la stagione, tenendo conto poi dell’obbligato cambio di rotta di quello appena trascorso. Le speranze sono sempre quelle di migliorare, e sportivamente parlando basterebbe poco! Il 25 potrebbe tranquillamente essere etichettato come l’anno del “ciapa no” detto milanese tradotto con “prendi no”, tipico del gioco di carte variante del tressette, che si giocava nelle vecchie osterie della città. Ergo si volta pagina, anzi per restare nell’attualità si chiude un “Cancelo”.

Una minestra riscaldata, che avrebbe reso la fascia destra sicuramente più saporita, ma che ha preferito la Catalogna alla Lombardia. Quindi niente regali nella calza della Befana, almeno per adesso. Del resto con tutto il rispetto, se Maradona non ha voglia diventa un Mastropasqua qualunque, nessun rimpianto per il portoghese. Certo che se la Luisella si fosse dimostrato un calciatore almeno discreto, non saremmo qui a cercare soluzioni fantasiose!

Pensieri di calcio, perché altri pensieri avvelenano il cuore, mentre i potenti giocano a Risiko, un dramma assoluto, di quelli che tolgono il fiato, ha distrutto decine di famiglie, uccidendo ragazzi innocenti che stavano festeggiando il capodanno. Ricordando l’indimenticabile Luca Vialli, che ci ha lasciato il 5 gennaio del 23, il minuto di silenzio al Meazza per questi ragazzi, è stato un vero e proprio pugno nello stomaco.

La temperatura è artica, ora ancora di più! Abbigliamento comunque adatto, ormai dopo una ultra trentennale esperienza sugli spalti, nulla mi spaventa, almeno dal punto di vista climatico. Arriva il Bologna, e potrebbe essere un rinvigorente piatto di tortellini in brodo di cappone, e contemporaneamente una dolce vendetta! Insomma visto che dal 7 o giù di lì, la dieta incombe, magari sarebbe il caso di deliziarci ancora con qualcosa da ricordare. La vittoria convincente sarebbe d’obbligo, visto anche le vittorie delle dirette concorrenti, ma se il brodo è troppo bollente si corre poi il rischio di bruciarsi.

Il prode Rocchi, ha voluto poi aggiungere pepe alla partita, designando il codardo Guida. Quello che non vuole arbitrare il Napoli perché tiene famiglia, e allora perché non mandarlo a fare danni da noi come regalino di inizio anno?
Italiano ha detto che l’Inter sarà arrabbiata per lo scherzetto arabo, non sbagliava affatto. Per quanto riguarda i tifosi invece un dente avvelenato non basta, dopo il recente passato abbiamo tutta la dentatura. Se l’Inter fosse una religione, e per molti lo è, sicuramente il suo Profeta sarebbe Lauti. Il capitano sprizza garra da tutti i pori e nemmeno un intervento durissimo nei primi minuti, con relativo polso fasciato e stadio ancor più gelato, lo scompone.

Abbiamo una fame atavica, mentre il bel Bologna degli ultimi tempi, si scioglie come neve al sole, incapace di resistere ai colpi furiosi degli attacchi nerazzurri. Ci mangiamo l’impossibile, mentre Ravaglia diventa un mix tra Superman e Spiderman, e cominciano le prime bestemmie dell’anno. L’invocazione al divino raggiunge l’apice per le decisioni cervellotiche del Guida, che fa ogni cosa in suo possesso per far innervosire i ragazzi. Tranquillo domattina la tua deliziosa mogliettina potrà aprire il suo negozio a Napoli in tutta sicurezza. Distribuisce gialli come la nonna fa con le caramelle alla Befana, mentre ai Felsinei solo qualche richiamo che cade nel vuoto.

Ma la cosa che più ci innervosisce è che nonostante la mostruosa mole di occasioni, rimane lo zero nel tabellino, e la beffa è in agguato! Finalmente la sblocchiamo con una rasoiata potente e precisa di Zielo, rinato dopo una stagione in chiaro scuro. Finalizza un azione velocissima della Thula in stile rugby, sospirone di sollievo. Lo spartito rimane lo stesso, sembra la cavalcata delle Valchirie in nerazzurro, possente, devastante e a tratti irresistibile. Diamo la sensazione di sfondare ad ogni azione, mentre sugli spalti è grande il disappunto per il minimo vantaggio! Forse il gufaggio estremo della corposa falange italica anti Inter sta facendo il suo gioco sporco, con Guida che è alla testa dell’esercito. Ma stasera non c’è storia, il buon Palombo diventa uno squalo quando si tratta di schemi da calcio piazzato, Lauti di testa sfonda ancora e raddoppia.

Partita in totale controllo, e questo agli interisti ansiosi spaventa ancora di più. Troppe partite già vinte e buttate negli ultimi minuti, troppe caramelle nella calza che diventano improvvisamente amaro carbone. E come dice un vecchio canto sulle note di Enola Gay ” neroblu… un gollettino non basta più… ne voglio almeno tre che son sicuro di vincereee…” detto fatto, fioccano le occasioni, alcune clamorose, se avessi i capelli mi metterei le mani in testa, il terzo tuttavia arriva, sempre da corner, e stavolta tocca a Tikus che esulta follemente alla sua maniera. Sembra un mix esplosivo tra Balotelli e Eto’o, folle come il primo ma devastante come il secondo!

Ovviamente non poteva mancare pure la gattina dello Svizzerotto, che somiglia sempre di più ad uno dei poliziotti di Aldo Giovanni e Giacomo, tocco di Castro palla smanacciata che entra in rete. Altre bestemmie, dovrò chiedere un refill siamo appena al 4!

Bene tutti, concentrati e sul pezzo, Zielo e Lauti su tutti, solo la Luisella troppo timido e compassato, temo non ci sia ambientamento che tenga, credo proprio che questo sia il suo massimo, stasera basta ma domani chissà.

Torniamo in vetta dove ci compete essere, con il solito tarlo che ci ronza nel cervello bacato da interista, se avessimo fatto un mercato serio, ora saremmo a dieci punti dalla seconda, forse basterebbe finalizzare almeno la metà delle occasioni. Comunque almeno fino alla Befana siamo primi soli, e questo è un bel fatto, mercoledì sera si va a Parma… da tortellini a tortelli è giusto un attimo!

Buon anno a tutti e Marcia Avanti.

Flavio Verzola
Flavio Verzola
Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.
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