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Udinese-Inter 0-0

Udinese-Inter 0-0. Per la prima volta dallo scorso 20 luglio l'Inter fa registrare il segno 0 alla voce dei gol segnati.

Udinese-Inter 0-0

Per la prima volta dallo scorso 20 luglio l’Inter fa registrare il segno 0 alla voce dei gol segnati.

Udinese-Inter 0-0. Per la prima volta dallo scorso 20 luglio l’Inter fa registrare il segno 0 alla voce dei gol segnati.

Per la prima volta dallo scorso 20 luglio l’Inter fa registrare il segno 0 alla voce dei gol segnati. Una situazione inusuale, alla quale non eravamo abituati. Si inceppa la macchina da gol nerazzurra, ma in nessun momento della sfida di Udine l’Inter ha avuto il timore di perdere. Si esce dalla pioggia della Dacia Arena con uno 0-0 frutto di una partita forse non aggredita al massimo, nella quale le occasioni non sono piovute a ripetizione come di consueto e nella quale si è fatto fatica, in fondo, a pungere con insistenza dalle parti di Musso, comunque protagonista con almeno un intervento straordinario e decisivo. Con questo 0-0 l’Inter chiude il girone d’andata al secondo posto a quota 41, a 2 punti di distacco dal Milan, sconfitto per 3-0 a San Siro dall’Atalanta.

La pioggia che ha sferzato per giorni Udine non impedisce al terreno di gioco della Dacia Arena di presentarsi nel migliore dei modi per la sfida di campionato. Merito dei teloni, che garantiscono un tappeto verde, bagnato comunque da una pioggia insistente ma meno cattiva delle ore che hanno preceduto il fischio d’inizio. Se l’acqua non ha rovinato il terreno di gioco, ecco che ha comunque un impatto sul match: quello di smorzare gli ardori, di diminuire la carica esplosiva e aggressiva che l’Inter si portava dietro dalla vittoria sulla Juventus. Gli stessi undici del successo sui bianconeri, scelti da Conte per la sfida con l’Udinese, hanno bisogno di tempo per ingranare sul campo dell’Udinese, squadra accorta e focalizzata. Gotti con il suo 3-5-2 chiude spazi e gioca addirittura in avanti i primi dieci minuti, tutti fatti di pressione e aggressività nel centrocampo nerazzurro.

Non partorisce grosse chance, però, l’Udinese: sul tabellino si registra, di pericoloso, solo l’inserimento di testa di Larsen al 22′, con il pallone alto. L’Inter, come detto, non è spumeggiante: chiude i primi 45′ con il record negativo di conclusioni (sei) da Verona-Inter. Eppure almeno un paio di occasioni sono fiammeggianti, di quelle che lasciano il segno nella memoria della difesa bianconera. All’ottavo Lautaro segna, ma è in fuorigioco. Ma al 23′ il Toro è perfettamente in gioco: recupera un pallone su un disimpegno errato e calcia velocemente, con Musso che con un prodigio devia in corner. L’Inter pian piano avanza il proprio baricentro: due ammonizioni fanno indietreggiare la squadra di Gotti, costretto a togliere alla mezzora Arslan, caricato da un giallo e da altri falli. Al 29′ Barella sfiora il gol dell’anno, con un destro al volo da fuori che sfiora l’incrocio sugli sviluppi di un corner. Non brilla, l’Inter, perché gli spazi sono pochi e l’Udinese non è squadra morbida. Ma il giallo a Samir abbassa le difese della retroguardia, con Lukaku che inizia a giganteggiare, giocando di sponda e aprendo varchi. Non matura il vantaggio, ma il segnale è lanciato.

Non scocca la scintilla giusta nella ripresa: l’Inter che non trova il gol per l’undicesima volta su 19 partite nel girone d’andata non ha avuto problemi, solitamente, ad aggredire e a rendersi pericolosa con costanza nella ripresa. L’ordine dei friulani è sufficiente per arginare la pressione nerazzurra: che sì, cresce, ma non trova sbocchi costanti, se non un ostinato tentativo di azionare Hakimi sulla destra, senza trovare fortuna. Al 67′ l’Udinese sfiora il colpo del match, con un gran destro di De Paul che sfiora il palo. Non suona un vero e proprio campanello d’allarme perché di fatto l’Udinese non pungerà più fino alla fine del match. Una partita che nonostante i cambi non vede il cambio di passo sperato.

Hakimi sulla destra è l’arma che l’Inter prova a utilizzare con più costanza per provare a scardinare la difesa friulana, ma il match si trascina spezzettato, stanco e nervoso fino al quarto minuto di recupero, con una carica di nervosismo che accompagna il finale di gara. Non arriva il guizzo, si chiude con un pareggio che avvicina un po’ di più l’Inter alla vetta e che prepara i nerazzurri al derby di Coppa Italia in programma martedì a San Siro.

IL TABELLINO

UDINESE (3-5-2): 1 Musso; 50 Becao, 14 Bonifazi (87 De Maio 62′), 3 Samir; 19 Larsen (17 Nuytinck  78′), 10 De Paul, 22 Arslan (11 Walace 33′), 37 Pereyra, 90 Zeegelaar (16 Molina 78′); 9 Deulofeu (38 Mandragora 62′), 15 Lasagna.
A disposizione: 31 Gasparini, 96 Scuffet, 5 Ouwejan, 6 Makengo, 29 Micin, 30 Nestorovski.
Allenatore: Luca Gotti.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 2 Hakimi, 23 Barella, 77 Brozovic, 22 Vidal (12 Sensi 70′), 15 Young (14 Perisic 70′); 9 Lukaku, 10 Lautaro (7 Sanchez 70′).
A disposizione: 27 Padelli, 97 Radu, 5 Gagliardini, 11 Kolarov, 13 Ranocchia, 24 Eriksen, 36 Darmian, 99 Pinamonti.
Allenatore: Antonio Conte.

Ammoniti: Arslan (U), Samir (U), Bastoni (I), Zeegelaar (U), Sensi (I)
Note: espulso Antonio Conte (I) per proteste.
Recupero: 1′ – 4′.

Arbitro: Maresca.
Assistenti: Imperiale, Di Vuolo.
Quarto Uomo: Fourneau.
VAR: Aureliano.
Assistente VAR: Mondin.

Fonte sito ufficiale F.C. Internazionale