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Taglio stipendi, oggi il Consiglio Federale.

Taglio stipendi, oggi il Consiglio Federale. Scontro Aic-Lega Serie A: arriva la norma 'anti-debiti'.

Taglio stipendi, oggi il Consiglio Federale.

Scontro Aic-Lega Serie A: arriva la norma ‘anti-debiti’

Taglio stipendi, oggi il Consiglio Federale. Scontro Aic-Lega Serie A: arriva la norma ‘anti-debiti’.

Sarà un Consiglio Federale delicato quello che andrà in scena oggi a Roma, con il presidente Figc Gabriele Gravina che dovrà affrontare un test importante a tre mesi dalla sua rielezione.

Questa volta, infatti, la sua maggioranza è divisa: da una parte la Lega Serie A che andrà all’attacco chiedendo tagli e rinvii dei pagamenti degli stipendi, dall’altra i giocatori che alzano il muro con un sentimento di perplessità perché non capiscono come tutti i club abbiano votato questa proposta.

Dal Pino e Marotta, come noto da venerdì sera, chiederanno il taglio di due mensilità ai calciatori, ma il problema è che il consiglio federale non è competente su questo tema. L’unica possibilità, come peraltro si verificò ai tempi della prima ondata pandemica, è un accordo calciatori-società club per club.

Quanto ai rinvii, invece, la Federcalcio dovrà valutare il da farsi magari concedendo un mini rinvio che non vada oltre la scadenza del 30 giugno per l’iscrizione al campionato, anche perché una proroga è già stata concessa.

Replicare, peraltro in un momento in cui diverse società lavorano a rinnovi e ingaggi particolarmente onerosi, rischia di generare il via libera a spese senza una vera copertura. E soprattutto il trionfo dell’idea del vincere a tutti i costi, meglio, a tutti i debiti.

E qui si inserisce la direttiva ‘riduci debiti’ che dovrebbe diventare norma: in sostanza, a partire dal primo luglio, le società non potranno spendere di più di quanto fatto nell’ultima stagione agonistica. Il budget si riferisce al monte contrattuale (non è chiaro se nel conto si calcoleranno, e quanto, pure i premi), determinato dai contratti pluriennali in corso d’opera per la stagione 2021-2022 e dei contratti che scadranno il 30 giugno.

Non si può spendere più del 100 per cento di quanto hai speso la stagione prima. Per arrivare poi al 90 fra un anno e a 80 fra due. Altrimenti, niente mercato. A meno che non arrivi un aumento di capitale o una garanzia fideiussoria presentata dal socio di maggioranza.

Fonte: Fcinternews – Gazzetta dello Sport

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