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Parma-Inter 1-2, i nerazzurri passano anche al Tardini, c’è la sesta vittoria consecutiva

Parma-Inter 1-2, i nerazzurri passano anche al Tardini, c'è la sesta vittoria consecutiva. Vittoria nerazzurra grazie a una doppietta di Sanchez, l'Inter sale a 59, il vantaggio sulla seconda sale a 6 punti.

Parma-Inter 1-2, i nerazzurri passano anche al Tardini, c’è la sesta vittoria consecutiva

Vittoria nerazzurra grazie a una doppietta di Sanchez, l’Inter sale a 59, il distacco sulla seconda sale a 6 punti.

Parma-Inter 1-2, i nerazzurri passano anche al Tardini, c’è la sesta vittoria consecutiva. Vittoria nerazzurra grazie a una doppietta di Sanchez, l’Inter sale a 59, il vantaggio sulla seconda sale a 6 punti.

Questioni di centimetri. Vitali, a volte. Non sappiamo con certezza quanti fossero quelli che hanno decretato il gol di Alexis. Ma quando l’orologio di Pasqua si è illuminato con la parola più bella per gli appassionati di calcio, “GOAL“, allora sì, quei centimetri hanno fatto la nostra felicità perché sono serviti a scardinare i lucchetti di un match che pareva la copia di Udinese-Inter, l’ultimo match senza gol dei nerazzurri. No, niente pareggio e niente delusione: Sanchez ha messo una doppia firma sulla trasferta del Tardini. Parma fiero e battagliero, per nulla sconfitto in partenza e nemmeno dopo il doppio colpo del cileno. Vinciamo 2-1, soffrendo il giusto in un finale nel quale la squadra di D’Aversa ha provato a organizzare una sorta di assedio. L’Inter non ha sbandato: sono sei le vittorie consecutive e 59 i punti in campionato dopo 25 giornate.

Nella conferenza della vigilia Antonio Conte lo aveva spiegato in maniera chiara: “In questo anno e mezzo il Parma ci ha creato qualche difficoltà, abbiamo vinto una volta e pareggiato gli altri due match”. Parma squadra ostica, al di là della classifica: i due pareggi di San Siro e la vittoria quasi rocambolesca della scorsa estate al Tardini lì come avvisi, insomma, vietato dare per scontato.

Rispetto alla partita con il Genoa ci sono Hakimi e Sanchez al posto di Darmian e Lautaro. L’impostazione del Parma di D’Aversa è un 4-3-1-2 senza centravanti puro e con l’argentino Valenti in marcatura a uomo su Lukaku: una sfida tra giganti, con il difensore che la mette sul fisico e sull’anticipo. L’Inter prova a decollare con un avvio sprint, proprio come contro il Genoa: le prime discese di Perisic e Hakimi seminano il panico nell’area del Parma, ma non producono il gol a freddo e anzi mettono in moto i meccanismi di autodifesa del Parma. La squadra di D’Aversa non si fa attirare dall’Inter, che si predispone con un baricentro piuttosto basso. La costruzione di gioco dei padroni di casa è piuttosto manovriera, prevede tanti tocchi: l’Inter non riesce a rubare il pallone nei momenti chiave per prendere di sorpresa la retroguardia.

È anzi Handanovic a doversi superare al 15′ su un colpo di testa ravvicinato e a colpo sicuro di Kurtic, ottimo nell’inserimento. Solitamente abituati a vedere l’Inter costruire occasioni a ripetizione, ecco che la macchina offensiva nerazzurra prende i giusti giri a partire dalla mezzora. Negli ultimi 15 minuti l’Inter prende campo, trova giocate: soprattutto sulla destra con Hakimi e Barella in sui aiuto. Al 31′ Eriksen non trova la deviazione da pochi passi dopo una palla troppo arretrata di Hakimi, incontenibile in fascia. L’Inter sale di colpi: Skriniar a botta sicura trova la respinta di Sepe, Perisic non trova la ribattuta vincente. Non è un assedio vero e proprio ma le occasioni piovono: i 5 tiri del primo tempo arrivano praticamente tutti in chiusura di tempo, con Sepe bravo su Lukaku (diagonale destro). Belga ingabbiato, vicino però al gol di testa. Per la prima volta da gennaio, dalla sfida con l’Udinese, l’Inter va al riposo senza segnare.

Quando si torna in campo l’Inter sa che solo con un’aggressione più convinta e diretta l’equilibrio del match potrebbe essere scardinato. E allora il gioco va più diretto sulle punte, con un coinvolgimento di Lukaku e Sanchez più continuo. Chi suona la carica, però, è Brozovic: in un match di straordinario dinamismo nonostante la diffida pendente, il croato dà il la all’azione del vantaggio nerazzurro. Il recupero palla sulla trequarti è veemente, poi palla a Lukaku: nella lotta al limite dell’area esce un pallone perfetto per Alexis. Il sinistro a incrociare del cileno è sporcato da Sepe in tuffo, Gagliolo prova l’intervento disperato sulla linea: attimi di tensione, poi l’orologio di Pasqua vibra. La goal-line technology dà il gol, è 1-0 per l’Inter.

La rete costringe il Parma ad alzare la linea, a scoprire il fianco. Non lasciare metri a Lukaku in campo aperto: per tutto il match D’Aversa era riuscito a non concedere spazi al belga. Ma al 62′, fatalmente, l’occasione. Palla per Lukaku sulla linea del centrocampo e… via! Scatto da velocista con la difesa che ripiega alla disperata, assist al bacio per Alexis e destro vincente, per il 2-0. Prima doppietta in nerazzurro per Sanchez e Inter sul 2-0.

Non è però serate di rese, non per questo Parma combattivo e non sconfitto, né in partenza né durante il match. D’Aversa cambia e dai nuovi nasce il gol: Pezzella, fresco e combattivo, scende sulla sinistra trovando l’assist al bacio per Hernani. Destro al volo e Handanovic battuto. Un gol che di fatto riapre il match, perché c’è tempo per il Parma per provare l’impresa. L’Inter si assesta con una linea più bassa e offre spunti in avanti con Lukaku, monumentale, e con Lautaro, subentrato a Sanchez. Non è un assedio quello del Parma, ma arrivare al 94′ non è una passeggiata. L’Inter lo fa con giudizio, testa, e… lotta. Tutto necessario per portare a casa tre punti pesantissimi.

IL TABELLINO

PARMA (4-3-1-2): 1 Sepe; 24 Osorio, 13 Bani, 30 Valenti (42 Busi 67′), 7 Gagliolo (3 Pezzella 67′); 23 Hernani (9 Pellè 85′), 15 Brugman, 14 Kurtic; 33 Kucka (45 Inglese 67′); 10 Karamoh, 98 Man (28 Mihaila 46′).
A disposizione: 34 Colombi, 2 Iacoponi, 8 Grassi, 18 Cyprien, 19 Sohm, 22 Bruno Alves, 32 Brunetta.
Allenatore: Roberto D’Aversa.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 2 Hakimi, 23 Barella, 77 Brozovic, 24 Eriksen (22 Vidal 67′), 14 Perisic (36 Darmian 85′); 9 Lukaku, 7 Sanchez (10 Lautaro 76′).
A disposizione: 97 Radu, 5 Gagliardini, 8 Vecino, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 15 Young, 33 D’Ambrosio, 99 Pinamonti.
Allenatore: Antonio Conte.

Marcatori: 54′ e 62′ Sanchez (I), 71′ Hernani (P)
Ammoniti: Darmian (I)
Recupero: 3′ – 4′.

Arbitro: Pasqua.
Assistenti: Giallatini, Cecconi.
Quarto Uomo: Abbattista.
VAR: Doveri.
Assistente VAR: Bindoni.