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L’Inter chiude in bellezza: 5-1 all’Udinese

L'Inter chiude in bellezza: 5-1 all'Udinese. Festa nerazzurra, è il giorno della festa dello Scudetto numero 19.

L’Inter chiude in bellezza: 5-1 all’Udinese.

Festa nerazzurra, è il giorno della festa dello Scudetto numero 19.

L’Inter chiude in bellezza: 5-1 all’Udinese. Festa nerazzurra, è il giorno della festa dello Scudetto numero 19.

Un popolo in festa. Perché insieme è più bello. Perché la gioia, se condivisa, è aumentata. Perché lo meritavano tutti, i tifosi per primi. Perché siamo Campioni d’Italia. Inter-Udinese non è stata solo una partita, ma una diffusa manifestazione di interismo. Genuina, spontanea, sentita. Mancava, la vicinanza. Mancava, il rumore. Mancavano i cori, le bandiere, gli applausi. Mancavano i tifosi a rendere omaggio a questo Scudetto meraviglioso. E allora l’attesa ordinata fuori da San Siro, il pullman della squadra portato letteralmente in trionfo nell’ingresso allo stadio. E poi i mille tifosi all’interno del Meazza, un ritorno mai così tempestivo, per immortalare, insieme, il momento della storia, quello dello Scudetto numero 19. Inter-Udinese un lungo conto alla rovescia verso l’alzata della coppa. Inter-Udinese con la colonna sonora dei cori dei tifosi capaci di cantare sempre più forte, con una sinfonia che si irradia dal piazzale di San Siro fino a dentro allo stadio, esaltando le giocate dei nerazzurri.

Perché anche se lo Scudetto è arrivato 20 giorni fa va onorato fino in fondo, a maggior ragione in questa giornata di festa. E la festa è anche in campo, prima del trofeo, prima delle celebrazioni. L’Inter non ha mollato niente, fino all’ultima accelerazione sul prato di San Siro. Campioni fino in fondo. E con l’Udinese arriva un 5-1 senza appello. Young, Eriksen, Lautaro, Perisic e Lukaku mettono gli ultimi sigilli alla stagione, con l’Inter che chiude il campionato a quota 91. Di più: superata quota 100 gol in stagione (sono 101, 89 dei quali in Serie A) e soprattutto messa la bandiera nerazzurra sopra ad ogni avversaria. Battendo l’Udinese, infatti, l’Inter di Conte ha sconfitto almeno una volta tutte le avversarie affrontate in campionato.

Prima del match una dedica speciale da parte della società nerazzurra: un messaggio per tutto il personale sanitario che si è speso e si spende in prima linea per il contenimento della pandemia di Covid-19. “Medici e infermieri: i Campioni dell’Italia siete voi. Grazie di tutto”. Poi, come sempre, solo Inter. In un match dai ritmi ovviamente non forsennati, con la Curva a scandire da fuori il ritmo, come nelle occasioni di gala, quelle con il pubblico del Meazza tambureggiante.

Una galoppata verso la festa finale condita da giocate, colpi di classe, qualche numero di pura accademia e anche qualche scontro proibito. Ma sono soprattutto gli applausi ad accompagnare la vittoria nerazzurra, la numero 28 su 38 partite. Ad aprire il match il tocco sotto vincente di Young, al suo primo gol nel 2020/2021: 17esimo differente marcatore stagionale. La sua rete di fatto abbatte da subito l’argine della resistenza dell’Udinese, che subisce impotente le folate nerazzurre guidate da Gagliardini e Vecino, i più voraci in mezzo al campo: corse, sprint e inserimenti.

Quando si ferma Sensi per un risentimento all’adduttore è Eriksen a sostituirlo: pochi minuti e palla in buca, su calcio di punizione dal limite. Posizione “derby” e risultato analogo, complice la barriera.

Il 2-0 del primo tempo non accontenta l’Inter, che ha in Lautaro una scheggia incontrollabile, tra tunnel, dribbling e tiri. Il suo gol, il 3-0, arriva su rigore procurato da Hakimi, dopo una discesa sulla destra. Gol del Toro ed esultanza con Achraf, prima di lasciare, entrambi e abbracciati, il terreno di gioco. La ripresa scorre così, con il sole a scaldare il finale di gara nel quale Perisic illumina il pomeriggio con un gran destro a giro.

E poi Romelu, immancabile: invenzione di Sanchez che finisce sul palo e gol di petto, quasi fortuito, di Lukaku. Il 5-0 viene leggermente sporcato dal rigore di Pereyra nel finale, per un fallo di mano di Eriksen: Padelli (prima presenza stagionale) spiazzato. Non c’è tempo per recriminare, solo per la festa. Quella dell’Inter Campione d’Italia. Assieme ai suoi tifosi.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic (27 Padelli 46′); 33 D’Ambrosio, 13 Ranocchia, 95 Bastoni; 2 Hakimi (14 Perisic 57′), 8 Vecino, 5 Gagliardini, 12 Sensi (24 Eriksen 39′), 15 Young; 99 Pinamonti (7 Sanchez 66′), 10 Lautaro (9 Lukaku 57′).
A disposizione: 97 Radu, 6 de Vrij, 22 Vidal, 23 Barella, 37 Skriniar.
Allenatore: Antonio Conte.

UDINESE (3-5-2): 1 Musso (31 Gasparini 88′); 50 Becao, 14 Bonifazi, 3 Samir; 16 Molina, 19 Larsen, 90 Zeegelar (45 Forestieri 59′), 11 Walace (64 Palumbo 88′), 10 De Paul (6 Makengo 69′), 16 Molina; 37 Pereyra, 7 Okaka (32 Llorente 59′).
A disposizione: , 96 Scuffet, 5 Ouwejan, 24 Battistella, 65 Rigo, 68 Basha.
Allenatore: Luca Gotti.

Marcatori: 7′ Young (I), 44′ Eriksen (I), 55′ Lautaro (I) su rig., 64′ Perisic (I), 72′ Lukaku (I), 79′ Pereyra (U) su rig
Ammoniti: Lautaro (I)
Recupero: 2′ – 0′

Arbitro: Volpi.
Assistenti: L. Rossi, Perrotti.
Quarto Uomo: Amabile.
VAR: Banti.
Assistente VAR: Vivenzi.

Fonte: sito ufficiale F.C. Internazionale