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Le parole del tecnico nerazzurro in vista del primo match del 2021 contro il Crotone

Le parole del tecnico nerazzurro in vista del primo match del 2021 contro il Crotone. Conte: “Vogliamo continuare la serie positiva che abbiamo intrapreso, lottiamo per dare il massimo"

Le parole del tecnico nerazzurro in vista del primo match del 2021 contro il Crotone

Conte: “Vogliamo continuare la serie positiva che abbiamo intrapreso, lottiamo per dare il massimo”

Le parole del tecnico nerazzurro in vista del primo match del 2021 contro il Crotone. Conte: “Vogliamo continuare la serie positiva che abbiamo intrapreso, lottiamo per dare il massimo”

Prima conferenza stampa dell’anno per Antonio Conte che alla vigilia di Inter-Crotone, ha risposto alle domande dei giornalisti collegati in vista del match valido per la quindicesima giornata di Campionato che si giocherà oggi alle 12:30 al Meazza.

Che tipo di gara sarà contro il Crotone?

Ci dobbiamo aspettare una partita impegnativa come tutte quelle che si giocano nel campionato italiano, affrontiamo una squadra galvanizzata dall’aver chiuso l’anno con la vittoria contro il Parma. Bisognerà fare attenzione è sempre un’incognita ripartire dopo le feste ma sappiamo quanto è importante continuare nella serie positiva che avevamo intrapreso.

La classifica è positiva. Che messaggio dai alla squadra e che aspettative ci sono?

Noi dobbiamo confermarci tra quelle squadre che devono provare a vincere. Continuare ad essere credibili e in quel gruppo di squadre che possono lottare per vincere.

Pensi che questa Inter abbia la forza e le qualità per giocarsela fino alla fine?

Noi dobbiamo avere il dovere di credere. Quando giochi nell’Inter o sei l’allenatore devi credere che devi lottare sempre fino alla fine per raggiungere il massimo.

L’idea di essere a +9 sulla Juventus che significato ha? Può spingere ancora di più la squadra?

Quello che è emerso fino ad ora è che questo è un campionato equilibrato, ogni partita te la devi giocare e devi sudare per vincere. Alla fine emergeranno dei valori importanti come il lavoro, l’organizzazione, tutte quelle componenti che poi portano a primeggiare e a vincere.

Cosa non ha funzionato con Nainggolan?

Auguro a Radja il meglio per questa seconda parte di stagione, lo abbracciamo con affetto.

Sette vittorie di fila e secondo posto. A Verona si è vista anche una variante di Inter che hai messo in campo. La squadra ora è come la volevi tu, sei contento del suo sviluppo e dove c’è da migliorare?

Questa è una squadra che dopo un anno e mezzo in cui lavoriamo insieme si può permettere delle varianti anche a partite in corso, lo abbiamo fatto diverse volte anche con Sanchez dietro le punte. Dopo un anno e mezzo di lavoro si possono avere delle varianti, l’importante è che i concetti su cui abbiamo sempre basato la nostra cultura calcistica non subiscano delle variazioni. Quello che abbiamo fatto l’abbiamo costruito su determinate basi e soluzioni che oggi sono conosciute da tutti i giocatori.

Trapattoni un po’ di anni fa si trovava in testa alla fine del girone di andata con quella che poi è diventata l’Inter dei Record e decise che bisognava credere in quella cosa che si chiama scudetto. Quanto è importante che la squadra si convinca ancora di più della sua forza?

Colgo l’occasione per salutare Trapattoni che per me non è stato solo un mister ma un secondo padre. Lui ha fatto cose importanti nella storia dell’Inter, parliamo di un’icona, di una persona che ha fatto la storia del calcio in Italia. Spero di fare qualcosa di importante come ha fatto lui.

La squadra a Verona ha giocato con un assetto diverso rispetto alle precedenti gare, anche Vidal nell’ultima parte della gara, cosa vi può dare in quella posizione?

Quando è entrato Vidal ha rigiocato nella sua posizione, cambia il tipo di situazione di fase di non possesso. In quel caso il Verona costruiva con 3 centrali e due centrocampisti, quindi noi portavamo una parità numerica affiancando i due attaccanti prima con Perisic e dopo Arturo, a centrocampo eravamo 2 contro due. Nella fase di non possesso c’era questo tipo di situazione, ma la posizione di Arturo è quella di interno di centrocampo, è bravo nella fase di non possesso, è bravo ad attaccare quindi ha giocato nella sua posizione.

Dopo l’eliminazione dalla Champions c’era il rischio di un contraccolpo ma non è stato così, cosa chiede ai giocatori in questo percorso di crescita?

Io chiedo sempre molto ai giocatori, perché ogni calciatore finché gioca ha la possibilità di migliorare, la mia richiesta è di migliorarsi in tutto, a livello tecnico tattico, di mentalità, nella gestione dentro e fuori dal campo. La mia richiesta è di guardare l’eccellenza perché se si vuole fare qualcosa di importante e straordinario bisogna essere delle persone straordinarie.