Home La Settimana L’analisi del tecnico nerazzurro dopo il pareggio per 2-2 contro la Roma

L’analisi del tecnico nerazzurro dopo il pareggio per 2-2 contro la Roma

L'analisi del tecnico nerazzurro dopo il pareggio per 2-2 contro la Roma. Conte: "Offrire una prova così in casa della Roma significa essere squadra"

L’analisi del tecnico nerazzurro dopo il pareggio per 2-2 contro la Roma

Conte: “Offrire una prova così in casa della Roma significa essere squadra”

L’analisi del tecnico nerazzurro dopo il pareggio per 2-2 contro la Roma. Conte: “Offrire una prova così in casa della Roma significa essere squadra”

Non bastano 75 minuti di dominio e la rimonta firmata Skriniar-Hakimi, l’Inter viene fermata sul pareggio all’Olimpico dalla Roma, che trova il vantaggio con un tiro deviato di Pellegrini e recupera in extremis il risultato grazie al colpo di testa di Mancini. Nerazzurri e giallorossi si dividono quindi la posta in palio in virtù del 2-2 con cui si conclude il lunch match della 17^ giornata di Serie A.

Questa l’analisi di Antonio Conte al termina della gara:

L’Inter conferma l’exploit nel secondo tempo. Cosa manca per fare un passo in più senza dover rincorrere? 

“Penso che sia stata una buona partita da parte nostra, anche nel primo tempo. Non dimentichiamo che la Roma ha gli stessi nostri obiettivi ed è a soli tre punti da noi. Venire in casa della terza forza del campionato e fare questa prestazione, significa essere una squadra, con una buona organizzazione e fisionomia. Abbiamo avuto la possibilità di ammazzare la partita, purtroppo però non ci siamo riusciti, subendo nella parte finale il ritorno della Roma, anche perché le energie stavano scarseggiando. Dispiace perché fino a due minuti dalla fine stavamo vincendo contro un avversario forte”. 

La Roma ha ripreso coraggio nel finale. Erano inevitabili le sostituzioni di Lautaro, Hakimi e Vidal? 

“Vidal ha avuto un problema fisico e ha chiesto il cambio accasciandosi dietro la porta. Lautaro ha dato tantissimo per 75 minuti anche in fase di non possesso. Anche Hakimi aveva speso molto e sono giocatori che hanno sempre giocato in questi sette giorni. Abbiamo una rosa che ci permette di avere rotazioni importanti, quindi è normale pescare dalla panchina”. 

Per almeno mezz’ora si è vista la migliore Inter della stagione. Vi manca forse un pizzico di maturità per gestire meglio certe situazioni? 

“Penso che alla fine subentri anche un po’ di ansia da risultato. Questo ti porta mentalmente ad arretrare un po’ il raggio di azione. Dalla panchina abbiamo chiesto ai ragazzi di stare alti perché abbassarsi non è una buona cosa ma anche a livello psicologico è normale che chi sta perdendo si butti in avanti e chi sta vincendo cerchi di mantenere il risultato. Continueremo sicuramente a lavorare per migliorare questo aspetto. La squadra comunque ha una propria fisionomia e mi fa piacere che lo notino anche gli allenatori avversari. C’è un lavoro dietro, siamo una squadra organizzata, anche se spesso non viene riconosciuto”. 

Avete avuto più occasioni della Roma, anche nel primo tempo. Però siete andati ancora una volta in svantaggio. Come mai succede? 

“Spesso prendiamo gol perché andiamo a pressare in avanti e lasciamo spazi agli avversari in contropiede. Abbiamo subito tanti gol in ripartenza, perché una pressione alta è un’arma a doppio taglio, ti può permettere di recuperare palla alta ma se sbagli ti può mandare in difficoltà. Non bisogna neanche dimenticare che servono le forze per farlo tutta la partita, sono tre match in sette giorni in cui abbiamo avuto più o meno sempre lo stesso undici ed è normale che a fine gara possano mancare un po’ di energie, quindi diventa inevitabile abbassarsi”. 

Che giudizio si può dare della prova di Vidal? 

“Ha fatto una buonissima prestazione, è partito un po’ a rilento ma poi è salito a livello di intensità. È stata una prova positiva, così come quella degli altri ed è uscito solo per un problema fisico”. 

Fonte sito ufficiale F.C.Internazionale