La calata dei Barbari

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La calata dei Barbari indica lo spostamento di massa e l’invasione dei popoli germanici e nomadi dai confini settentrionali all’interno dell’Impero Romano d’Occidente (IV-V secolo d.C.), fenomeno che causò il crollo della struttura imperiale e l’inizio del Medioevo.
Ogni riferimento alla due giorni di Champions non è affatto puramente casuale!
Dopo pirati turchi e i bellicosi Lanzichenecchi, arrivano i Vichinghi, spietati e massicci uomini del nord. Quelli che pescano i salmoni a mani nude, che corrono a meno dieci in canotta e calzoncini, e quando fa caldo e la temperatura sale a due barra tre gradi sopra lo zero, per ritemprarsi si fanno una nuotata nel fiordo!

La realtà è che il buon caschetto, non solo si deve mettere l’elmetto per i furiosi e vergognosi attacchi da tutto il resto del mondo pallonaro, ma è sballottato tra la ragione di stato, e quello che invece dovrebbe essere fatto!

Lavoro di estremo equilibrio fare il mister dell’Inter, da una parte una proprietà con l’unico imperativo scopo di fare soldi, dall’altra la tradizione di un popolo glorioso, che dell’essere competitivo non frega una benemerita cippa, e che punta sempre e comunque alla vittoria. Questa dolorosa dicotomia ci ha portato ad una delle annate più disastrose per il tifoso e contemporaneamente più economicamente esaltanti per la proprietà. La questione è che ben vengano i guadagni, se poi sono investiti adeguatamente per rinforzare la squadra, e invece finiscono solo nelle capienti e profonde tasche del fondo. Ergo, dati alla mano, l’Inter negli ultimi anni, è la squadra che ha speso meno per costo e acquisizione di giocatori, meno di Udinese e Bologna, tanto per capirci. Che Chivu è stato chiamato per organizzare sontuose nozze con I fichi secchi, non è altro che il proseguimento del lavoro del suo predecessore. Per ora sta facendo un lavoro direi eccellente, ma per i miracoli forse ancora non ci siamo!

Dopo una due giorni di infamità mediatiche mai raggiunte in precedenza, del resto l’Inter da sempre fa giurisprudenza. Sono giorni in cui un tesserato ha dovuto scusarsi pubblicamente per la gogna che ha subito dalla feccia gobba e nazionale, per preservare la tranquillità della sua famiglia, ma di questo vero e proprio scandalo non ne parla nessuno ovviamente. Il gesto sincero e coraggioso di Ale era doveroso, non mi risulta tuttavia che altri suoi colleghi, che hanno fatto molto peggio, abbiano dovuto fare lo stesso, sia in passato che recentemente!

A scusate… dimenticavo che Conte e tutta la marmaglia che lo segue, avranno idolatrato il buon Vergara, felice per la simulazione a Genova, ” Che gioia!!!” Mentre Allegri ci avrà ridacchiato per le sceneggiate da oscar di Saelemaekers! Non era il detto che orgogliosamente proclamavano vantandosi i zebrati ” vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta.” E ” l’arbitro è l’alibi dei perdenti”.

Da fastidio quando però ti rigirano in faccia la frittata!

Del resto siamo in un campionato in cui Guida e Maresca non possono arbitrare i pulcinella per evitare spiacevoli ritorsioni alla loro famiglia, ma possono comunque arbitrare le dirette concorrenti. Ma in questo caso tutto va bene.

Ne abbiamo sentite di ogni in questi due giorni, leoni da tastiera che diventano T Rex, mentre Bastoni rappresenta il ricettacolo di ogni male del calcio, e che meriterebbe la fucilazione in campo! Credo che difficilmente ne usciremo da questo mare di liquame.
Passate le scorie fisiche e mentali della vittoria con la Gobba, anzi evidentemente non del tutto, gita al circolo polare artico, su un campo innaturale ai limiti del regolamento, con una temperatura altrettanto ai limiti, ma senza cercare scuse, a differenza dei lamenti di altri allenatori assai più famosi del nostro.

La rosa comincia a perdere qualche petalo di troppo, la battaglia di Lecce si avvicina, con un escursione termica di una trentina di gradi in tre giorni, dobbiamo tenere assolutamente duro in campionato, che nella testa di tutti, proprietà a parte, è preponderante!
La Norvegia è una realtà calcistica in fortissima ascesa, basti vedere la sua nazionale che ci ha recentemente massacrato, i bodo boys hanno già dimostrato che non scherzano affatto, ne sanno qualcosa il City e l’Atletico, sono da prendere con le molle soprattutto in casa. L”Inter commette parecchi errori di misura, non capisco bene se per condizione fisica, vedi Tikus e Bare, o per le condizioni ambientali, magari per entrambe, sta di fatto che ci becchiamo tre pappine, e ci travolgono sul piano fisico. Bravi loro, veloci e tecnici, ma noi molli e imprecisi.

Per altro non siamo nemmeno fortunati, con due pali e qualche buona occasione sprecata. La cosa che più mi fa incazzare, e ribadisco la scelta del termine perché arrabbiare mi sembra poco, è che dobbiamo sobbarcarci questo spareggio, per una simulazione subita contro il Liverpool, ehhhh ma in quel caso era un fatto di campo… vero razza di infami ipocriti!

Ovviamente piove sul bagnato, Lauti ha un problema muscolare e deve uscire, sto pregando tutti i santi e tutti gli dei nella varie religioni conosciute perché non sia una cosa grave, giusto nel mese in cui ci giochiamo tutto, e pure Zielo ha rimediato un pestone, aspetto la telefonata di Caschetto per la convocazione per Lecce, io giocavo modestamente mezzala destra!

Inutile piangere sul latte versato, tra veleni e ingiustizie, spero che Cris faccia ricorso al rumore dei nemici di mouriniana memoria, è giunto il momento di fare gruppo compatto, ora più che mai, perché gli avvoltoi sono pronti a banchettare con il nostro cadavere, sarebbe il caso di imbracciare una doppietta e fare piazza pulita!

Lecchiamoci le ferite, rendiamo merito agli avversari che comunque hanno meritato la vittoria, e aspettiamoli al Meazza, dove sarà sicuramente un altra storia. Non prima della trasferta di Lecce, quella per me vale ancor di più, dalle Alpi alle piramidi sempre Forza Inter!
Marcia Avanti!

Flavio Verzola
Flavio Verzola
Sessant'anni compiuti, sempre con l'Inter nel cuore. Tanti chilometri, tanti amici, tante gioie e qualche dolore, ma quando il nerazzurro ti entra nel cuore e nell'anima, non ne puoi più farne a meno.
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