Massolin. L’arrivo di Yanis Massolin all’Inter continua a far parlare addetti ai lavori e osservatori, soprattutto per le caratteristiche fuori dal comune del centrocampista francese. Tra i più convinti estimatori c’è Tommaso Turci, giornalista e inviato di DAZN, che da mesi segue con attenzione il percorso del classe 2002, rimasto impresso per qualità tecniche e presenza fisica difficili da trovare nello stesso giocatore.
Turci non usa mezzi termini nel descrivere Massolin, sottolineando come il suo impatto visivo sia stato immediato: “Questo ragazzone di 197 centimetri mi ha rubato l’occhio da diversi mesi. Suolate, imbucate e dribbling senza mai guardare la palla“. Un mix che sorprende, soprattutto considerando la struttura imponente del giocatore, capace di abbinare forza e pulizia tecnica in modo naturale. “È raro vedere un giocatore così tecnico e strutturato allo stesso tempo: per questo ha caratteristiche uniche“, ha aggiunto il giornalista.
Massolin: potenziale, ruolo e margini di crescita
Secondo Turci, il fascino di Massolin sta anche nel percorso ancora tutto da decifrare: “Nessuno al Braglia ha ancora capito perché, a 23 anni, questo ‘marziano’ giochi ancora coi comuni mortali. Ma c’è sempre un motivo, ed è proprio questo che rende affascinante seguirne lo sviluppo“.
Il potenziale è evidente, ma restano aspetti da affinare. “Il potenziale è grande, anche se resta complesso definirne la reale dimensione e la miglior collocazione in campo“, spiega Turci, che individua una possibile chiave tattica: “Per me deve giocare vicino alla porta“. Nella sua esperienza italiana, però, è mancato un elemento fondamentale: “Gli è mancata una componente essenziale: i gol. E non un dettaglio“. L’Inter ha scelto di puntare su Massolin dopo averlo osservato in poco più di 700 minuti stagionali a Modena, un dato che racconta una scommessa ragionata, basata più su ciò che può diventare che su ciò che è già stato.
