Cristian Chivu si gode il primo vero sorriso della sua nuova avventura sulla panchina dell’Inter. Quattro settimane di lavoro intenso, tra doppie sedute e carichi pesanti, hanno già dato i primi frutti: la squadra ha risposto presente, mostrando compattezza, aggressività e spirito di sacrificio battendo 5-0 il Torino.
La crescita del gruppo – “Dal primo giorno i ragazzi hanno accettato la realtà, senza mai lamentarsi. Hanno lavorato a testa bassa e questo atteggiamento è la nostra forza”, ha dichiarato Chivu al termine della gara. “Non era scontato presentarci in buone condizioni, anche per noi era un’incognita, ma la risposta del gruppo è stata oltre le aspettative”.
Preparazione mentale – Per il tecnico rumeno, la condizione fisica conta ma non basta: “Non è solo questione di gambe. Sto lavorando molto sulla testa, sulla mentalità. È lì che si costruisce la differenza: la mente ti dà sempre qualcosa in più”.
Mercato e futuro – Inevitabile un passaggio sulle ultime ore di mercato, anche se Chivu non si sbilancia: “Dopo questa partita sono scarico, preferisco parlare della squadra. Manca ancora qualche giorno e ci sarà tempo per tutto”. Nessuna apertura, invece, al nome di Lookman: “Non fa parte della nostra rosa, quindi non ha senso parlarne”.
La difesa e l’identità – Un capitolo importante riguarda la fase difensiva, tema centrale nel lavoro quotidiano: “Dipende dall’atteggiamento e dalle letture. Non ho paura di nulla: ho giocatori evoluti che stanno crescendo tanto. Stiamo lavorando per consolidare un’identità chiara”.
Il ritorno e le emozioni – Per Chivu, poi, non è solo un’avventura professionale, ma anche un viaggio personale: “Tornare qui, dove ho scritto pagine importanti della mia carriera, è un’emozione speciale. Mi fa piacere, ma adesso penso solo a quello che serve alla squadra”.
Un’Inter che corre, lavora e si ricompatta. Con Chivu il mantra è chiaro: testa bassa, disciplina e mentalità.
