L’eliminazione dell’Inter dalla Supercoppa Italiana per mano del Bologna, arrivata dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e la disastrosa serie di rigori, lascia strascichi che vanno ben oltre il singolo risultato. I nerazzurri hanno fallito dal dischetto tre tentativi su cinque, dicendo addio al primo obiettivo stagionale e alimentando una sensazione sempre più difficile da ignorare.
Il dato che preoccupa maggiormente riguarda infatti gli scontri diretti: sei sconfitte nelle ultime sette partite contro avversari di pari livello. Un trend allarmante, che racconta di una squadra capace di giocare, creare, spesso dominare, ma che nei momenti decisivi sembra smarrirsi.
Le immagini dei rigori parlano da sole. Volti tesi, esitazioni evidenti e scelte che fanno discutere: a presentarsi dal dischetto sono stati giocatori come Bastoni e De Vrij, mentre in campo c’erano elementi con maggiore qualità tecnica. Un segnale chiaro di un problema di personalità : quando la pressione sale, questa Inter tende a crollare o a nascondersi, più che a prendersi la responsabilità .
Inter, addio maxi montepremi della Supercoppa
Oltre all’aspetto sportivo, pesa anche quello economico. La Supercoppa rappresentava un tesoretto tutt’altro che marginale. Vincere il trofeo avrebbe garantito 9,5 milioni di euro, più 1,5 milioni legati a un’amichevole internazionale: 11 milioni complessivi. Anche la sola qualificazione alla finale avrebbe portato 6,7 milioni, risorse che avrebbero potuto incidere in modo concreto sul mercato di gennaio.
Invece, a giocarsi la Coppa saranno Bologna e Napoli, vincitrici rispettivamente di Coppa Italia e Scudetto, mentre l’Inter resta a guardare, con più di una domanda aperta. Non solo su un trofeo mancato, ma sulla tenuta mentale di una squadra che, nei momenti chiave, continua a non essere all’altezza delle proprie ambizioni.
