Inter. L’Inter di Cristian Chivu non smette di stupire e, secondo un’interessante analisi statistica di DAZN, ha stabilito un primato che la colloca sul tetto d’Europa. I nerazzurri sono infatti l’unica squadra nei maggiori campionati continentali a vantare ben 7 giocatori capaci di segnare almeno 5 gol nella propria lega nazionale. Si tratta di un dato che certifica una cooperativa del gol senza precedenti, superando corazzate abituate a numeri da capogiro come il Real Madrid e il Bayern Monaco, quest’ultimo nonostante una stagione da record in Bundesliga.
Questa distribuzione della vena realizzativa racconta di un’Inter camaleontica, capace di trovare la via della rete con ogni reparto e di non dipendere esclusivamente da un solo terminale offensivo. In cima alla lista dei marcatori nerazzurri svetta naturalmente Lautaro Martinez con 14 centri, seguito dalla precisione di Hakan Calhanoglu a quota 8 e da Marcus Thuram con 7. Ma è scendendo nella graduatoria che emerge la vera forza del gruppo.
Inter: i magnifici sette
Il dato impressionante prosegue con i 6 gol di Federico Dimarco, un esterno che vede la porta come una punta, e i 5 sigilli di Piotr Zielinski, fondamentale nel dare qualità e inserimenti al centrocampo. A completare il quadro dei “magnifici sette” ci sono le due grandi scommesse vinte dalla società e da Chivu: i giovani Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito, entrambi già arrivati a quota 5 reti in campionato. Questi numeri sottolineano come l’Inter possa alternare giocatori di altissimo livello senza mai perdere pericolosità negli ultimi sedici metri.
Poter contare su una tale varietà di realizzatori rappresenta un vantaggio tattico incalcolabile, specialmente in vista del rush finale della Serie A. Mentre molte avversarie faticano quando i propri bomber principali vivono momenti di appannamento, l’Inter ha dimostrato di avere sempre un’alternativa pronta a colpire. Che si tratti di una palla inattiva, di una discesa laterale o di una giocata dei suoi giovani talenti, la squadra di Chivu ha costruito il suo primato su una democrazia del gol che blinda le ambizioni tricolori.

