Inter Milan moviola. La direzione arbitrale di Simone Sozza in Inter-Milan, gara valida per la 12ª giornata di Serie A, ha lasciato più di qualche dubbio tra tifosi e osservatori. Il fischietto della sezione di Seregno, supportato dagli assistenti Peretti e Colarossi, è stato chiamato a gestire un derby acceso, ricco di duelli e situazione limite. Fin dai primi minuti sono emerse decisioni che hanno alimentato discussioni, soprattutto per alcuni episodi non valutati con la necessaria uniformità.
Sozza ha cercato di mantenere un metro di giudizio costante, ma la complessità del match e l’intensità delle giocate hanno portato a qualche imprecisione di troppo. Alcune situazioni, in particolare nel primo tempo, avrebbero richiesto una maggiore tempestività nei fischi o un utilizzo più deciso dei cartellini. In un Derby dove l’aspetto agonistico è sempre al limite, anche piccole indecisioni possono incidere sulla fluidità della gara e sul clima generale in campo.
Inter Milan moviola: l’intervento del VAR
Uno degli episodi centrali è stato il contatto in area tra Pavlovic e Thuram, valutato inizialmente dall’arbitro come non falloso. In questo caso, la tecnologia ha svolto un ruolo fondamentale: il VAR è intervenuto per invitare Sozza alla revisione, consentendo una lettura più accurata dell’azione. Nonostante ciò, il metro adottato complessivamente nel corso dei 90 minuti ha fatto discutere, con la sensazione che alcune decisioni siano state ponderate con eccessivo ritardo.
Al di là dell’intervento della tecnologia, restano altre situazioni borderline che avrebbero meritato maggiore attenzione, come alcuni contatti a centrocampo sprovvisti di giallo e alcune distrazioni sui possessi assegnati per la ripresa del gioco (vedi Tomori al 93′ – palla completamente trascinata fuori ma manca l’angolo per l’Inter). La sensazione generale è che Sozza abbia faticato a tenere pienamente il controllo emotivo del match, alternando buone chiamate ad alcune scelte meno convincenti. Un Derby così atteso richiede sempre la massima precisione, e in questa occasione la prova arbitrale, pur non risultando determinante per il risultato, non ha brillato per continuità e chiarezza.

