Il mercato estivo dell’Inter si chiude ufficialmente qui. A meno di clamorose occasioni difficili da prevedere, la dirigenza nerazzurra non interverrà ulteriormente sul fronte acquisti. Una scelta condivisa anche da Cristian Chivu, che ha preferito non ricorrere a innesti considerati “riempitivi” senza reali prospettive di crescita. L’idea della società vicecampione d’Europa è chiara: meglio restare così piuttosto che forzare operazioni poco convincenti.
Il club ha deciso di abbandonare piste che, solo qualche settimana fa, sembravano concrete. I profili di Lookman e Koné sono ormai lontani, e le trattative per giocatori come Jacquet del Rennes o Ordonez del Bruges si sono arenate davanti a richieste considerate eccessive: rispettivamente 50 e 40 milioni di euro. Anche altri nomi, come quello del turco Akcicek del Fenerbahce, non hanno convinto fino in fondo, con valutazioni non ritenute congrue dal management.
Il bilancio del mercato nerazzurro
La linea seguita dall’Inter si spiega anche guardando ai numeri. Oaktree aveva concesso una disponibilità di 60 milioni netti, cifra calcolata al netto delle cessioni. Alla fine, i nerazzurri hanno investito circa 85 milioni, coperti però da un monte entrate di circa 45 milioni. Oggi la liquidità residua si aggira intorno ai 20 milioni, somma che rappresenta il tetto massimo per qualsiasi operazione.
In questo scenario, l’Inter si affida ai volti nuovi già arrivati: Luis Henrique, Sucic, Bonny e Diouf. Sono loro i rinforzi che dovranno garantire nuove soluzioni a Chivu fino alla riapertura del mercato invernale. A gennaio, la situazione potrebbe cambiare se si presentasse l’occasione giusta e, soprattutto, se la proprietà decidesse di rimettere mano all’extra-budget. Fino ad allora, però, la parola d’ordine sarà continuità.

