Dopo il pareggio contro il Napoli, l’Inter vuole tornare subito a correre per consolidare il primato, approfittando anche del pari dei partenopei in casa con il Parma. A presentare la sfida contro il Lecce, ai microfoni di DAZN, è stato il presidente nerazzurro Beppe Marotta, che ha toccato diversi temi, dal lavoro di Cristian Chivu al mercato, passando per il momento della squadra.
Marotta ha innanzitutto difeso la scelta dell’allenatore di concedere un giorno di riposo alla squadra alla vigilia del match: secondo il presidente siamo in una fase nuova del calcio moderno, in cui non si affaticano solo i muscoli ma anche la testa. Per questo motivo, ha spiegato, un allenatore deve saper gestire carichi e recuperi, e la decisione di Cristian Chivu non incide sugli standard di lavoro ma rientra pienamente in una programmazione consapevole.
Sul tema della corsia destra e del possibile rinforzo di gennaio, Marotta ha sottolineato come la notizia più incoraggiante riguardi il recupero di Denzel Dumfries, che sta procedendo meglio del previsto. Il dirigente ha ribadito quanto l’olandese sia mancato alla squadra e ha espresso ottimismo sui tempi di rientro, pur senza sbilanciarsi per rispetto dello staff medico. Quanto al mercato, ha ricordato che trovare profili realmente all’altezza di un club come l’Inter non è mai semplice.
Interpellato sulle difficoltà negli scontri diretti contro Napoli, Juventus e Milan, Marotta ha parlato soprattutto di una lettura statistica. Le prestazioni, a suo avviso, non sono mai mancate, ma il processo di ringiovanimento della rosa – in particolare nel reparto difensivo – comporta inevitabilmente qualche passaggio a vuoto legato all’esperienza. Un percorso di crescita che il club considera naturale e che, secondo il presidente, sta già dando segnali positivi.
Infine, Marotta ha preferito non commentare le recenti dichiarazioni di Antonio Conte, ribadendo che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. Ha però evidenziato come il campionato sia diventato sempre più competitivo, con anche le squadre considerate provinciali capaci di mettere in difficoltà le grandi, rendendo questa fase della stagione particolarmente delicata e stimolante.
